Joel e Ethan Coen

Joel e Ethan Coen
Strana ricezione quella riservata ai Fratelli Coen... dopo essere entrati nella leggenda con un film come Il grande Lebowski e aver raggiunto così il grandissimo pubblico, la critica - anzi, il pubblico dei cinefili - si è spaccato in due: registi simbolo del cinema indipendente americano, cantastorie con un approccio classico ed una visionarietà postmoderna per alcuni, paraculi e eccessivamente legati a modelli cinematografici ormai passati per altri. Sta di fatto, comunque, che dopo essersi portati a casa diverse statuette (tra cui Miglior Regia) alla notte degli Oscar 2008 con il film Non è un paese per vecchi, i Coen sono diventati oggetto di spernacchiamento da parte della frangia di pubblico più snob, che sente essersi allontanata la purezza che contraddistingueva il loro cinema ai tempi di Fargo
Basta leggere il saggio di apertura di Giacomo Manzoli USA Today. Estetica, etica e plitica nel cinema di Joel e Ethan Coen per capire l'impronta del libro: la sua scrittura, così come la struttura del capitoletto, che funge anche da introduzione agli scritti successivi, è fortemente didattica e divulgativa. Ma nell'accezione più positiva del termine. Manzoli non solo accompagna il lettore all'interno dell'universo dei due autori, ma lo guida, mano nella mano in un percorso lineare, cronologico e costruttivo. L'approccio tradisce il retaggio accademico, suo e dei suoi colleghi. Non si pensi però né ad un'eccessiva semplificazione o, al contrario, a forzature semiotiche autoreferenziali: il volume Marsilio è costruito con l'intelligenza di chi ha le idee ben chiare ed è ben consapevole della complessità dell'opera che si trova a dover argomentare. Vincente quindi la scelta di preferire concentrare la propria attenzione su pochi saggi (e pochi film), piuttosto di cercare la completezza filologica. Per analizzare un cinema complesso e stratificato come quello dei Fratelli Coen, alle prese con i generi più disparati, ma sempre disperatamente coerenti per forma e contenuto, è decisamente meglio raccogliere le idee e riportarle passo a passo, che accumulare materiale, affastellando ragionamenti superficiali e poco approfonditi. 

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