Jungle Rudy

Jungle Rudy
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È nel dicembre del 1928 che all’Aia, in Olanda, nasce Rudolf J. M. Truffino van der Lugt. Un uomo che ha legato il proprio nome e la propria anima al Venezuela, dove tutti lo conoscono e lo ammirano come “Jungle Rudy” e dove nel gennaio del 1994 morirà. Rudy è figlio di un banchiere italiano che ha perso la ricchezza di famiglia in seguito alla guerra, ma dell’esperienza paterna non vuole condividere nulla. Cerca fortuna in Tunisia, ottiene solo il tifo e la febbre malarica che lo portano a spostarsi nelle Antille dove lavora come “veterinario” per il dittatore Trujillo. Qui trascorre un periodo relativamente tranquillo fino al colpo di Stato che mette in subbuglio la popolazione e costringe Rudy alla fuga. Attraversa il Mar dei Caraibi come clandestino e approda in Venezuela negli anni cinquanta. Per sbarcare il lunario vende dolciumi per strada, fino a quando non inizia a lavorare come receptionist all’Hotel Tamanaco, grazie alla sua conoscenza di più lingue. Il lavoro è ben pagato e gli permette di soddisfare le sue esigenze. Libri, alcolici, sigarette, dischi sono le sue passioni e sembra incredibile che un uomo come lui possa lasciare tutto, o quasi, per trasferirsi nella Gran Sabana, tra la vegetazione tropicale, gli stenti, gli insetti, l’umidità e i grandi Tepui, che impara a conoscere meglio di chiunque. Familiarizza con gli indios pemón, che gli salvano la vita, organizza campi per i turisti e gli esploratori, prima a Canaima e poi a Ucaima. Nel 1962 diventa direttore nel neo fondato parco Nazionale venezuelano, per tutta la vita si batte per la tutela della biodiversità. In mezzo alle sterminate foreste il destino gli fa conoscere Gertrud Koppenwallner, la donna che lo segue in ogni impresa, fotografa ogni sua avventura, condivide con lui difficoltà e progetti e con lui alleva in mezzo alla natura selvaggia le tre figliolette…

Parte della corposa produzione letteraria del giornalista e scrittore olandese Jan Brokken da alcuni anni è finalmente accessibile anche ai lettori italiani. Affascinato dalla vita di uomini fuori dagli schemi, nel corso della sua carriera ha scritto romanzi e biografie che hanno appassionato i lettori, con uno stile chiaro e la capacità di tracciare in modo avvincente gli eventi. I primi romanzi risalgono agli anni settanta e hanno avuto come protagonisti uomini e donne di carattere: Mata Hari, Gouri Egorov, Dostoevskij, fino al celebre Bagliori a San Pietroburgo, testo in cui ha ridato voce a grandi nomi della scena intellettuale russa, tra cui Rachmaninov, Gogol’, Nabokov. Brokken si muove con passione tra i carteggi lasciati a testimonianza di esistenze eccezionali. Alla base del suo mastodontico lavoro di documentazione ci sono tenacia e metodo. Nell’opera Jungle Rudy, pubblicata la prima volta nel 1999 e tradotta in Italia quasi vent’anni dopo, la vita dell’esploratore italo-olandese Rudolf Truffino è ricostruita tramite lettere, interviste dirette ad amici e familiari e il recupero di documentazione fotografica. Due sono stati gli emozionanti viaggi in Venezuela per vedere di persona i luoghi in cui si è sviluppata la leggendaria vita dell’intraprendente pioniere. La seconda spedizione sovvenzionata dal Fonds voor de Letteren. Il libro evidenzia gli aspetti straordinari della figura di Rudy, i suoi incontri con celebrità come Werner Herzog, Carlo d’Inghilterra, Neil Armstrong, Audry Hepburn e la collaborazione con atenei internazionali per gli studi botanici. Brokken non tralascia le debolezze di Truffino: marito freddo, padre incoerente, dongiovanni, egocentrico. Dalla famiglia d’origine all’infanzia tratteggia la figura di un uomo affascinante, irrequieto e dal sorriso malinconico, come traspare dagli scatti in bianco e nero che arricchiscono il libro.



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