Killer Sugar

Killer Sugar
Che sia estratto dalla barbabietola o dalla canna, che provenga dal mais, che sia una polvere bianca o marrone, che venga chiamato zucchero, saccarosio o dolcificante cambia poco. Stiamo comunque parlando di una sostanza che crea dipendenza, come le droghe. Ci sono studi in cui i ratti preferiscono l’acqua e zucchero addirittura alla cocaina. Eppure solo da pochi anni si comincia a parlare dei danni arrecati alla nostra salute da quella polvere bianca che “contamina” quasi ogni cibo. I danni, almeno quelli elencati, sono centoquaranta: dall’inibizione del sistema immunitario all’incremento della delinquenza minorile; dalla diminuzione dell’elasticità e della funzionalità dei tessuti ai disturbi dell’apprendimento; dall’iperattività infantile all’incapacità di concentrarsi. Non si salvano neanche il fruttosio, il miele né lo sciroppo d’acero: in qualunque forma lo zucchero altera l’omeostasi, l’equilibrio della chimica del corpo umano. Inesorabilmente…
Nancy Appleton impara a proprie spese a doversi difendere dalla dipendenza dai dolci nel momento in cui riesce a ricondurre il suo pessimo stato di salute all’abuso di zuccheri. Dopo il diploma in nutrizione clinica si lancia in una crociata contro l’utilizzo indiscriminato di sostanze che creano dipendenza e minano il benessere di intere popolazioni. Dopo Killer Cola torna insieme al giornalista G. N. Jacobs con un libro destinato a far discutere, cercando di spiegare ad un pubblico più vasto possibile l’importanza di disintossicarsi da cibi e bevande anche insospettabili, invitando ad assumere un atteggiamento più responsabile seguendo i suggerimenti e i programmi alimentari contenuti nel libro. Come diceva Mark Twain a proposito dei suoi sigari, del resto, “Smettere è facile. L’ho fatto molte volte”. 

 

 

 

 
 
 
 
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