Killing rock revolution

Killing rock revolution

Steve Mc Brown è in viaggio verso l’isola di Wight, dove sta per tenersi il più grande concerto rock della storia, a detta gli organizzatori. Basterebbe questo, per eccitarsi. Poco conta che il suo anfitrione Pj, alla ricerca di misteriosi intrighi politici nell’ambito della musica ed in possesso di scottanti documenti, sia scomparso all’improvviso e non sia con lui. La improvvisa e rapida conoscenza di Anita è diventata travolgente, seppure la donna emani un fascinoso mistero rispetto al suo passato, su cui aleggia una nebbia oscura. Il ragazzo comunque non si capacita di come la sua vita sia stata stravolta dall’uscita di prigione in poi: è diventato un assiduo frequentatore dei backstage dei maggiori idoli del rock come fotografo ambito ed apprezzato e si sta rendendo conto però che non è tutto ora quel che luccica in quello sfavillante mondo. Non sa che peraltro l’inatteso dilagare del fenomeno musicale a livello mondiale ha allertato persino la CIA, conscia che i giovani pendono dalle labbra di questi semidei viziati e geniali, che propongono sempre e comunque un mondo fuori dalle righe e soprattutto che non accettano le regole tradizionali e gli attuali equilibri di potere, anzi, pretendono di sovvertirlo, potrebbero essere una minaccia…

Originale sicuramente, senza pause, con un contesto preponderante che arriva a soffocare la trama, quasi come ‒ senza voler fare paragoni irriverenti ‒ in American tabloid di James Ellroy. Anche lì un contesto magmatico e oramai indimenticabile nella memoria collettiva, dove la fiction si insinua nelle viscere di una realtà storica decisiva e fondamentale. Perché l’esplosione a livello planetario del fenomeno del rock, con annessi e connessi, non ha avuto pari dal 1969 in poi e i personaggi reali che animano le pagine, dai Rolling Stones a Jim Morrison, sono icone sacre non semplici artisti di successo. Dalla rivoluzione sessuale al “peace and love”, da un assolo di chitarra ad viaggio con LSD, un’onda dilagante che travolse chiunque ne fece parte, consapevole o meno. Quel che tradisce un po’ è forse l’evidente fretta di voler accennare e non approfondire temi e personaggi, di tratteggiare seccamente situazioni storiche o no, al fine di poter lasciare senza fiato ed arrivare al brillante ed inaspettato finale. Forse inevitabile, vista la mole incandescente di fatti realmente accaduti entro cui si svolge la trama. Fantapolitica ma non troppo, in fondo poteva andare tutto anche come è raccontato qui. Con qualche sbavatura, ma sembra un esperimento da ripetere.

 


 

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