L‘Odissea di Jude

L‘Odissea di Jude
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Il Candido Jude, reduce dall’aver contribuito all’incendio dell’orfanotrofio di Tipperary in cui ha trascorso tutta la sua vita, armato del suo Salmone della Conoscenza, un vecchio rossetto e un pezzetto di carta ingiallita, affronta il procelloso Mare d’Irlanda (a nuoto!) per rincorrere il Vero amore, la sua Dulcinea, l’angela che ossessiona i suoi sogni e lo lusinga sfuggente e misteriosa. Spiaggiatosi in mezzo ai rifiuti e attirato dalla sua elusiva angela nella cassa armonica di un pianoforte alle cui corde penzolano i perizomi ed altri filiformi capi di abbigliamento che costituiscono il corredo della nuova vita del suo Vero amore. Sarà grazie alle mani di un pianista misterioso che le corde gli tesseranno con i fili dei perizomi, una perfetta mise da gentiluomo inglese. È così pronto ad affrontare la più grande delle avventure: dovrà superare innumerevoli ostacoli prima del premio finale: un fastidioso accento inglese spuntato da chissà dove rischierà di metterlo nei guai con un gruppo di ex broker che applicano i loro talenti alla costruzione di un muro in mattoni, ma le nozioni di muratura apprese da fratello Driscoll gli verranno in soccorso; dovrà sostituire una scimmia addestrata fin dalla nascita al ruolo di Osservatore con lo scopo di relazionare ai finanziatori della Federal Reserve sui progressi di un progetto per distruggere l’universo e ricrearlo. Dovrà poi confrontarsi i Grandi scrittori d’Irlanda che aspettano colui che scriverà il Romanzo Irlandese definitivo, che sarà anche il Romanzo Inglese definitivo, dato che gli inglesi a causa del blocco culturale causato dagli invasori romani che hanno cacciato loro in gola a forza latino e greco, non sono in grado di produrre nulla che possa rivaleggiare con i grandi della letteratura irlandese. Ha bisogno di un milione di sterline per impressionare angela, per cui, si accinge alacremente a studiare interi scaffali di letteratura irlandese. Quali sono i temi che l’hanno fatta grande? “Guerra Civile americana... Campi di battaglia. Funerali. Topi. Pioggia. Prima Guerra Mondiale... Trincee. Funerali. Ratti. Un sacco di pioggia. La Rivolta di Pasqua... Case in affitto. Funerali. Piccoli cavalli. Chicchi di grandine. Carestia, un funerale. Mogli picchiate. Un funerale. Funerale. Funerale. Un libro per bambini... ottimo... no, aspetta, non sono pigiami... Merda, è ambientato in un campo di concentramento. Funerali. Funerale. Funerale”. Non resta che arrendersi, la letteratura irlandese dovrà aspettare un nuovo araldo, magari il romanziere andato in Irlanda… per un funerale, ma al suo ritorno è coperto di fango: è caduto, pioveva…

Jude finirà per distruggere anche il suo sostituto, John Bambin nei panni del supereoe La Cosa. Dopo aver disintegrato la letteratura irlandese, col suo quaderno di note sotto il braccio Jude affronta l’ultima prova verso la Gloria: l’industria del porno. E scoprirà che quello è il solo vero Romanzo definitivo, la Storia che contiene tutto e tutti. Non ci sono spoiler possibili nella trama surreale, allucinata, picaresca e geniale di questa seconda avventura di Jude, che avevamo già incontrato in Jude il Candido. Ciò che ne fa un capolavoro è il linguaggio. Potremmo definirlo usando un gioco di parole di quelli che piacciono a Julian Gough, La Grande Allusione. È un romanzo a strati, godibilissimo e divertente sin dal primo, quello picaresco e infarcito di caustica ironia e gusto dell’assurdo, ma, ogni riga contiene anche un intero mondo di rimandi, allusioni, dissacrazione, citazioni al vetriolo e se si arriva a coglierne tutte le sfumature ‒ cosa possibile grazie alla magistrale, filologica traduzione ‒ L’Odissea di Jude diventa un banchetto per la mente. Non esistono mostri sacri per Julian Gough, un uomo dalla sterminata cultura che può permettersi di scuotere i piedistalli su cui sono poggiati i padri nobili della letteratura occidentale, di prendersi gioco dell’arte contemporanea, di atterrare boccaccescamente il pantheon di ben due religioni. Julian Gough spoglia i miti della modernità con un gusto da pornografo e un’ironia che non ha pari. Nudi, li porta a spasso nel fango per puro, personale divertimento, come ha fatto nella vita reale, quando a un concorso letterario, il maiale in premio è stato aggiudicato ingiustamente ad un suo collega e lui lo ha rapito per poi chiedere un riscatto.

LEGGI L’INTERVISTA A JULIAN GOUGH

 

 

 

 
 
 
 

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