L’ orlo del baratro

L’ orlo del baratro

È l’alba di un nuovo giorno ad Atlanta. L’agente Jimmy Lawson, madido di sudore, si trascina verso l’ospedale sotto il peso di Don Wisley, il suo partner, colpito alla testa. Ripercorre mentalmente i dettagli di quanto accaduto: sono stati attirati da una chiamata per una sospetta effrazione in una banca, la mano avvolta nel guanto nero che sbuca all’improvviso impugnando una Raven MP25 ‒ un’arma che chiunque avrebbe potuto procurarsi nel ghetto per una cifra irrisoria ‒, i due colpi esplosi, il suono della pistola che si inceppa, il sangue di Don addosso, la loro volante con le gomme squarciate che lo costringe ‒ nonostante il ginocchio rovinato che ha decretato la fine della sua promettente carriera di giocatore di football ‒ a caricarsi il collega in spalla. Stremato, Lawson raggiunge alla fine l’ospedale, a venti isolati di distanza dal luogo della sparatoria, solo per assistere all’ultimo respiro di Don. In realtà l’omicidio del partner è solo l’ultimo di una serie di esecuzioni di poliziotti durante il servizio, e sebbene in questo caso il modus operandi sia stato differente dai precedenti, tutti pensano che anche dietro la morte di Wisley vi sia il misterioso assassino soprannominato "l’Esecutore". Ma é davvero andata così, come Jimmy la racconta? Sua sorella Maggie, anche lei in polizia nonostante il fratello e lo zio Terry, agente di lungo corso, la considerino inadatta a portare il distintivo in quanto donna, avverte delle discrepanze tra quel che Jimmy riporta e le prove...

Pubblicato nel 2014 con il titolo Cop Town, questo è il primo romanzo di Karin Slaughter non incentrato sulle serie dedicate all’agente speciale Will Trent o ai personaggi della cittadina immaginaria di Grant County. Ambientato ad Atlanta ‒ città ove l’autrice vive e lavora ‒ nel 1974, questo thriller dallo sviluppo rapido mette in campo due protagoniste femminili lontane da ogni tipo di stereotipo, che lavorano in un ambiente apertamente ostile (“Maggie era un’agente di pattuglia. Era una donna. Nessuno le avrebbe dato ascolto”), inserendole in una trama avvincente con elementi che permettono una precisa e profonda caratterizzazione dei personaggi. Sullo sfondo la “faccia oscura” degli anni ‘70 nella capitale dello stato della Georgia: tensioni razziali pronte ad esplodere, poliziotti violenti che bevono in servizio, trovano normale pestare gli omosessuali per “scaricare un pò di tensione” e con la tunica del Ku Klux Klan in fondo all’armadio; gli strascichi e le ferite aperte nelle coscienze e nella società dal conflitto del Vietnam; e poi ancora la crisi economica, la disoccupazione alle stelle, l’eroina che imperversa nelle strade, e i primi troppo timidi accenni di introduzione di elementi di parità di genere in una società in cui una donna non poteva “aprire un conto in banca [...], chiedere un prestito per comprare un’auto [...], richiedere una carta di credito o affittare un appartamento” senza avere un uomo che firmasse in sua garanzia, tematica a cui l’autrice pone estrema attenzione. La narrazione è costruita su una scrittura veloce, incisiva, retta da frasi brevi, nette e descrizioni vivide. Difficile lasciare il libro una volta che lo si è iniziato.



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