L’abbazia dei cento peccati

L’abbazia dei cento peccati
Selve di Ferrara, 12 aprile 1333. In gran segreto tre uomini si incontrano per condividere il ritrovamento di una pergamena dal valore inestimabile. Nei loro intenti, deve rimanere custodita e celata agli occhi di tutti fin quando i tre si riuniranno nuovamente davanti al Papa. Qualcosa nei loro piani però va storto e la pergamena tredici anni dopo entra in possesso del valoroso soldato Maynard De Rocheblanche, sfuggito quasi per miracolo alla morte dopo l'ennesima battaglia combattuta sull'Altopiano di Crécy. A cedergliela è – in punto di morte – il famigerato Jang de Blannen, più conosciuto come re Giovanni I di Boemia, che rivela di essere stato avvelenato poco prima di scendere in battaglia. Maynard giura solennemente di custodire la pergamena e di non mostrarla a nessuno, nemmeno al principe ereditario; ma i suoi buoni propositi verranno duramente messi alla prova e per tener fede al giuramento metterà in pericolo la vita sua e quella di sua sorella Eudeline, badessa del convento di Sainte Balsamie...
Marcello Simoni ci ha da tempo abituato alla riscoperta del romanzo storico erudito (Il nome della rosa docet) e in questo primo volume di una trilogia annunciata – Codex Millenarius Saga - passiamo dal 1200 de Il mercante di libri maledetti al 1300 della Guerra dei Cento Anni, passando dalla Francia agli Estensi di Ferrara. Il ritmo avvincente ed incalzante di Simoni già lo conosciamo; qui straordinaria appare la ricerca e la documentazione storiche e l'obiettivo – peraltro sicuramente raggiunto – di rendere quanto più verosimile la storia di Maynard e dei personaggi che ruotano attorno a lui. Sull'altopiano di Crésy si combattè davvero una delle più sanguinose battaglie della Guerra dei Cento Anni, quella che costrinse re Filippo VI di Valois alla ritirata e nella quale perse la vita re Giovanni I di Boemia. Accurate anche le notizie riguardanti il porporato Bertrand de Pouget (che pare sia stato parente di papa Giovanni XXII) ed il monaco Facio – al quale Simoni aggiunge “di Malaspina” - che amministrò realmente l'abbazia di Pomposa fin quando non fu accusato di eresia. Un thriller mozzafiato che intreccia abilmente storia, fiction e vita privata e che trova spazio anche per la morale: “Maynard è un uomo educato secondo i principi della lealtà, dell'onore e della sincerità: la ricerca del lapis exilii – dichiara Simoni - è per lui anche un modo per dare uno scopo alla sua vita e compensare una colpa”.

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