L’accarezzatrice

Ha scelto una laurea in Scienze infermieristiche, Gioia Scheri. Ha scelto di rendersi utile per mestiere, di mettersi al servizio degli altri. Seduta ad un tavolino del bar sotto casa sfoglia il giornale alla ricerca di annunci di lavoro: in Italia la situazione si è fatta difficile anche per gli infermieri. Tra tutte quelle richieste non c’è proprio nulla che faccia al caso suo, ma un foglio azzurro accanto alla cassa richiama la sua attenzione, cercano un’infermiera e sembra proprio la sua occasione. La Svizzera non è poi così lontana da Varese, dove abita, e Gioia il giorno successivo raggiunge a Bellinzona Rosaria, autrice dell’annuncio. Si accorge subito delle difficoltà fisiche della donna, affetta da sclerosi multipla da almeno quindici anni, così come Salvatore, il marito di Rosaria che con lei condivide tutto, anche la malattia. Certo Gioia non può nemmeno immaginare cosa sta per proporle questa coppia così innamorata. E la sua reazione sarà di panico assoluto… Giorgia Würth, per metà italiana e per metà svizzera, ci regala con questo romanzo un’apertura su un mondo ormai ben noto nei Paesi del Nord Europa ma assolutamente sconosciuto ai più in Italia. La sua protagonista viene catapultata nella realtà professionale degli assistenti sessuali, nella realtà di tutti quegli uomini e donne che scelgono di acquisire competenze mediche e psicologiche per poter assistere persone affette da gravi disabilità nella propria vita intima. La Würth, che conosciamo bene come attrice, sfida più di un tabù con questa storia coraggiosa, a tratti dura, che colpisce allo stomaco. Una storia fatta comunque di emozioni e sentimenti, di dolore ma anche di felicità, che affronta pregiudizi e realtà scomode soprattutto per un paese come l’Italia, in cui troppe cose finiscono per soffocare sotto il peso del silenzio.

Leggi l'intervista a Giorgia Würth

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