L’affare Modigliani

Nel 1984, in un palazzone popolare di Porte d’Italie, a Parigi, viene ritrovata agonizzante Jeanne Modigliani. Unica figlia riconosciuta del grande artista livornese, nata dalla tormentata e appassionata relazione del pittore con la giovanissima, bellissima e sfortunata Jeanne Hébuterne. La figlia di Modigliani spirerà due giorni dopo in ospedale senza mai riprendere conoscenza e lasciando numerosi dubbi e sospetti sulla sua morte. Jeanne, infatti, pur essendo poco più di una neonata al tempo della tragica scomparsa dei suoi genitori, era riuscita nel tempo a farsi un nome personale e a diventare la custode e la promotrice fedele della vita e delle opere di suo padre. Tanto che dopo essere diventata una storica dell’arte e una saggista seguita e rispettata si era premurata di fondare l’associazione culturale Archivi Legali Amedeo Modigliani con lo scopo di accertare e certificare l’immensa quantità delle opere attribuite a Modigliani. Chi controlla gli archivi controlla un affare milionario. Lo sanno tutti. Galleristi, collezionisti, fondazioni, critici famosi, studiosi, accademici, truffatori, ladri, terroristi. Su Amedeo Modigliani e la sua produzione hanno cercato di lucrare in molti. Fin dal suo funerale, dove nel corteo funebre i mecenati e galleristi del tempo, ostentando una commozione più che fasulla, contavano già la montagna di soldi che avrebbero potuto guadagnare dalle meravigliose opere dell’artista prematuramente scomparso. Opere che fino a qualche giorno prima nessuno di loro aveva voluto comprare neppure per qualche centinaio di franchi facendo vivere Modigliani e la sua famiglia in uno stato di povertà assoluta. Jeanne Modigliani muore per emorragia cerebrale a seguito di una caduta nel 1984, anno delle celebrazioni per il centenario della nascita di suo padre a Livorno e qualche giorno dopo il ritrovamento in mare di alcune sculture che tutti si affrettano a garantire essere opera del celebre artista livornese. Falsi neppure tanto convincenti e che Jeanne avrebbe liquidato come brutti e inespressivi e mai e poi mai degni del genio artistico di Modigliani. Eppure le celebrazioni non si fermano e non si ferma neppure la truffa delle false teste pescate in mare. Né tantomeno si poteva permettere all’unica erede vivente del grande maestro di arrivare a Livorno in settembre per occuparsi dell'ipotesi del trasferimento degli archivi personali di Amedeo Modigliani. E quindi la caduta di Jeanne nel suo appartamento a Parigi e la sua successiva morte cosa nascondono? Quanto ha fruttato la morte prematura di Amedeo Modigliani nel gennaio 1920 e il successivo suicidio della giovane compagna? Quanti misteri e crimini sono ancora oggi legati alla sua arte e produzione?

L’affare Modigliani, bellissimo libro di Daina Mondini e Claudio Loiodice, è più di un saggio e meglio di un romanzo. Gli autori sono dei veri e propri detective che nelle loro ricerche e nel loro viaggio letterario/artistico per dare luce a questo libro si sono imbattuti in testimonianze e documenti dal valore inestimabile. Una ricerca minuziosa che arriva a sfiorare archivi e tracce che possono interessare anche le forze dell’ordine e la magistratura. Eh sì, perché intorno alla produzione artistica di Amedeo Modigliani continuano a girare affari milionari. Il giovane ebreo livornese malato di tisi e morto a Parigi in povertà quasi assoluta continua a essere uno dei pittori più amati e ricercati di sempre, con un catalogo immenso e una quantità impressionante di opere false a sua firma. Sua figlia Jeanne aveva speso quasi tutta la sua vita a cercare di arginare questo fenomeno orrendo, ma a distanza di oltre trenta anni dalla sua morte il giro di affari sulle opere di suo padre è più vivo e corrotto che mai. L’affare Modigliani prova a raccontare tutto questo con meticolosità e trasporto e lo fa partendo dagli ultimi giorni di vita di Amedeo e della sua musa e compagna Jeanne Hébuterne a Parigi, e ancora prima dal loro incontro all’Accademia Colarossi dove la loro passione era sfociata tra mille difficoltà e ostacoli. Un viaggio sentimentale in una Parigi piena zeppa di artisti e pittori tra i più famosi e quotati dell’epoca. Una Parigi che non si era ancora scrollata del tutto di dosso le macerie del Primo conflitto mondiale, ma in cui le Muse dell’arte e della bellezza avevano deciso di stabilirsi in pianta stabile. Una città dove amare, vivere, produrre arte e morire alla fine aveva la durata solo un battito di ciglia. L’affare Modigliani racconta tutto questo e lascia i lettori davvero incantati.

 


 

0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER