L’Africano

 L’Africano
Terzo secolo avanti Cristo. 235 a.C.  per la precisione, Roma. L’Urbe è in una situazione critica poiché Annibale Barca, il più grande stratega cartaginese di sempre, è alle sue porte con tutto il suo esercito e quindi la fine sembra essere vicina e concreta, questa volta. Annibale è riuscito perfino a tessere un’alleanza di ferro con il re Filippo V di Macedonia pur di ridurre Roma a un cumulo di macerie e ridisegnare quindi lo scenario politico mediterraneo. I suoi abitanti però non sembrano curarsene particolarmente. Uno dei suoi più illustri esponenti, ad esempio, il senatore Publio Cornelio Scipione, poco più che trentenne, grande appassionato di tragedie greche nonché console durante il primo anno di guerra, si trova tranquillo a teatro in attesa di assistere alla prima rappresentazione della stagione, un’opera di Livio Andronico. Appena lo spettacolo comincia però un servo accorre per comunicargli che è nato suo figlio. Lui ancora non lo sa, ma il suo giovane omonimo presto sarà destinato a riscrivere la storia e combattere una delle guerre più aspre che Roma abbia mai conosciuto. Lui ancora non lo sa ma quel bambino verrà riconosciuto presto da tutti come un vero e proprio salvatore e soprattutto appellato con il soprannome di “Africano”…
Santiago Posteguillo è uno degli autori più amati di Spagna nonché un illustrissimo filologo e linguista che insegna Letteratura inglese all’università Jaume I di Valencia. Questo suo romanzo rappresenta il primo tomo di una trilogia dedicata proprio al personaggio di Scipione. L’autore si è già cimentato in questo tipo di romanzi storici pubblicando nel 2013 L’Ispanico, prima parte di una trilogia dedicata in quel caso invece al personaggio dell’imperatore Traiano. La forza maggiore della narrazione de L’Africano sta nell’avere dato un taglio moderno all’intera vicenda, impostandola come un vero e proprio duello tra due contendenti. Scipione l’Africano e Annibale  infatti sono stati tratteggiati come due giganti-guerrieri desiderosi di potere ma soprattutto di vittoria. Una vera e propria partita a scacchi tra le pieghe della storia: alla fine solo uno ne uscirà vincitore. Proprio per questo motivo la vicenda è  stata ampiamente romanzata tanto è vero che l’editore ha inserito all’interno del volume l’avvertenza che ogni riferimento a cose o persone realmente vissute è puramente casuale, trattandosi di opera di fantasia. I puristi sono quindi avvisati. Per orientarsi meglio è stata comunque scritta una pagina dedicata alle dramatis personae in modo che il lettore possa riconoscere i vari personaggi storici.

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