L’albero delle ossa

L’albero delle ossa

Natchez, Mississippi. Penn Cage, sindaco della città ed ex avvocato, e la sua compagna Caitlin Masters, giornalista ed editrice del “Natchez Examiner”, hanno passato una notte infernale. Sono stati sequestrati dal milionario sociopatico Brody Royal e dai suoi scagnozzi. Se non fosse stato per il giornalista Henry Sexton e per Sleepy Johnston, corsi miracolosamente a salvarli, sarebbero morti anche loro nell’incendio scoppiato a causa del lanciafiamme d’epoca che Royal stava usando per costringerli a parlare. Brody Royal voleva infatti sapere cosa i due sapessero sui Double Eagle, un gruppo di razzisti, staccatosi dal Ku Klux Klan, colpevole di una serie di omicidi a sfondo razziale, sul quale lo stesso Sexton indagava da una vita. Ed ora che è morto, solo i suoi diari possono dare voce alla sua sete di verità e giustizia. Ma non è cosa semplice per Penn e Caitlin. I Double Eagle sono un gruppo radicato che ha contatti con la politica, con l’alta finanza, con tutte le più alte sfere dello Stato. Tra l’altro, a guidarli c’è Forrest Knox, figlio del fondatore degli Eagle, Frank Knox; reduce decorato della guerra del Vietnam e soprattutto vicecapo della polizia di stato. Sulle tracce degli Eagle c’è anche John Kaiser, agente speciale dell’FBI, che sta indagando, oltre ai numerosi omicidi irrisolti compiuti in zona, anche su un evento che ha cambiato per sempre il volto degli Stati Uniti e che vedrebbe coinvolto Frank Knox e Carlo Marcello, un boss della mafia locale: la morte di John Fitzgerald Kennedy, avvenuta a Dallas il 22 novembre del 1963. Nel frattempo, il padre di Penn, il dottor Tom Cage, è in fuga dai Knox – Forrest e suo zio Snake, un pazzo ex cecchino dell’esercito – e dalla polizia: è stato incastrato per la morte di Viola Turner, una donna nera probabilmente uccisa dagli stessi Eagle. Tocca quindi a Penn Cage e Caitlin Masters, con l’aiuto di Kaiser e dello sceriffo Walker Dennis, fare luce su una vicenda torbida che affonda le radici negli anni Sessanta. Ma devono stare attenti perché i Double Eagle sono molto pericolosi e pronti a tutto. C’è solo un modo per incastrarli: trovare il luogo in cui si sarebbero svolti gran parte degli omicidi a sfondo razziale da parte dei Knox e dei suoi accoliti. Il famigerato Albero delle Ossa…

Descrivere la trama de L’Albero delle Ossa non è cosa semplice. Sono infatti molti gli elementi che compongono un plot articolato la cui struttura si regge su numerosi nuclei narrativi. Vi è l’indagine di John Kaiser sulla morte di John Kennedy, un delitto avvenuto circa mezzo secolo prima; c’è la fuga di Tom Cage e l’assassinio di Viola Turner; la ricerca della verità di Caitlin Masters e la sua ossessione per l’Albero delle Ossa, il luogo che inchioderebbe i Double Eagle, gli eredi del Ku Klux Klan, alle loro responsabilità. E poi c’è Penn Cage, l’ago della bilancia dell’intera vicenda; l’unico ad avere il privilegio di narrare i fatti in prima persona; il solo ad essere coinvolto su più fronti, perché ha sulle spalle il peso di far coincidere la propria immagine pubblica di uomo di legge con quella di padre, compagno e figlio all’interno di una lotta in cui il bene e il male si fondono in un magma indistinguibile. L’Albero delle Ossa è il secondo episodio della trilogia dedicata a Penn Cage. In realtà quando Greg Iles ˗ scrittore nato a Stoccarda ma trapiantato proprio a Natchez, in Mississippi, che suona con i Rock Bottom Remainders, una band formata da soli scrittori, tra cui Scott Turow e sua maestà Stephen King ˗ scrisse L’affare Cage, il primo episodio della saga, non aveva alcuna intenzione di dar vita ad una trilogia. Nel marzo 2011 lo scrittore venne coinvolto in un terribile incidente stradale che gli procurò l’amputazione parziale della gamba destra e una settimana di coma durante la quale perse anche suo padre, medico. Dopo il risveglio, la sua visione della vita mutò radicalmente e di conseguenza la propria scrittura, indirizzata ora verso l’analisi psicologica e sociologica e con una maggiore attenzione nei confronti dei temi sociali quali ad esempio il razzismo. Solo nell’ultimo episodio della trilogia, però, la vicenda di Penn Cage e di tutto l’universo creato da Greg Iles troverà compimento, per poi diventare presto una serie tv prodotta dalla Sony. E non poteva essere altrimenti.



 

 

 
 
 
 

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