L’altra città [Guida sentimentale di Napoli]

L’altra città [Guida sentimentale di Napoli]

Napoli e dintorni. Ai tempi nostri. Davide Vargas (Aversa, 1956) è un architetto-letterato. Si è laureato alla facoltà di Napoli con il docente, designer e scultore Riccardo Dalisi (Potenza, 1931), con il quale poi ha condiviso studi e progetti. Come professionista ha ottenuto vari riconoscimenti, ricordato soprattutto per il Municipio di San Prisco, la Casa per Studenti e la Casa a righe di Aversa, l’Azienda Vinicola Sclavia di Liberi (Caserta). Da una decina d’anni pubblica anche scritture varie, sempre accompagnate da personali grafiche; prima racconti di luoghi; poi una sorta di autobiografia su trent’anni di lavori, progetti, riflessioni; ancora poi un raffinato libro di disegni artistici; in parallelo un blog di commenti e recensioni letterarie (che hanno link per andare più indietro nel tempo); ora una “guida sentimentale di Napoli”. Il suo itinerario attraverso l’area metropolitana è selezionato: l’Accademia di Belle Arti, Via Santa Maria di Costantinopoli, quartiere San Lorenzo; il Cimitero delle 366 fosse, via Fontanelle Al Trivio, ai piedi della collina di Poggioreale, ovvero l’antico cimitero di Santa Maria del Popolo oggi dismesso; la Mostra d’Oltremare in Viale John Fitzgerald Kennedy, quartiere Fuorigrotta, padiglioni arene teatri uffici fontane giardini acquario, una vasta area di 720.000 metri quadrati; il famoso rione Sanità fino alle falde della collina di Capodimonte; il Real Orto Botanico di via Foria, struttura universitaria di 12 ettari e nove mila diverse specie vegetali; e poi Pompei (e altri centri limitrofi); e poi paesaggi, murales, miti (sosta alla tomba di Leopardi), musei…

Vargas include molti spunti letterari, urbanistici e architettonici, ma non ci offre un testo di architettura, né una guida di viaggio. Non ci sono note specialistiche o manualistiche. Si tratta di una personale enfatica ricostruzione di alcuni luoghi significativi, impressi nella memoria e rivisitati, quasi sempre con poca gente intorno. Il volume non è rivolto alla prima curiosa consultazione di un nuovo turista; dovete sapervi orizzontare da soli e un poco dovete già conoscerle la città e la regione, nella consapevolezza che Napoli è anche molto altro, metropoli europea e “città sporca”, fatto storico e metafora antropologica. La lettura è irta di ostacoli. L’autore sceglie una punteggiatura continua. Ogni poche parole un punto. Talora anche una o due, un avverbio e/o un sostantivo e poi la sospensione della lettura, spezzata e singhiozzata come in un romanzo sperimentale, quasi a suggerire l’uso cognitivo di sensi altri dalla pura vista (di ambienti o di parole). Però, è molto faticoso e poco fertile. Per quanto “nessun posto ti appartiene per diritto di nascita” e l’unica energia per tracciare il profilo di una città “non può che venire dal sentimento”, condividere l’attraversamento di territori interiori risulta complicato. Circa a metà del testo c’è un inserto grafico con una mappa dei luoghi, disegni e schizzi dell’autore, molto belli.



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