L’ammezzato

L’ammezzato
Howie è un normalissimo impiegato di una non ben specificata ditta. Sta tornando a lavoro dopo la pausa pranzo ed ha con sé un tascabile della Penguin ed un sacchetto pinzato con all’interno un paio di lacci nuovi per le sue scarpe. Si è trattato di un piccolo incidente durante la mattinata: la scarpa sinistra slacciata. Howie si piega per riallacciarla, proprio mentre alcuni colleghi lo salutano per andare a mangiare, dà una pressione troppo forte (forse) con la mano sul laccio e questo si rompe. Un banale contrattempo, ma Howie nota subito un particolare: il giorno prima si è rotto anche il laccio della scarpa destra. Gli sorge subito una domanda: come mai i lacci si sono rotti in due momenti differenti se, in effetti, si utilizzano entrambi allo stesso modo e nello stesso momento ogni giorno? Qual è il tempo di usura delle stringhe delle scarpe? Ed esiste un modo per misurarlo? E dire che l’allacciamento delle scarpe è stato per Howie una dei più grandi “progressi” della sua infanzia.Da questa deviazione alla routine quotidiana Howie si lancia in una serie di riflessioni e considerazioni particolarissime, tutte nel silenzio del pensiero libero e che altrimenti troverebbero difficilmente un interlocutore: una breve storia delle cannucce per le bibite da asporto, la genialità – ne fa quasi una elegia – della carta a strappo, la grande soddisfazione nella scoperta di come mettersi il deodorante una volta vestito senza togliersi nuovamente la camicia oppure l’inaspettato piacere nello spazzare il pavimento di casa…
Quello che, in sostanza, avviene in questo libro è pochissimo. Ad Howie si rompono i lacci delle scarpe e questo innesca tutta una serie di ricordi e riflessioni su tanti piccoli particolari della vita che spesso vengono ignorati. Howie ama, ad esempio, le scale mobili e tutti gli oggetti che nascondono un semplice ma utilissimo meccanismo di funzionamento lo affascinano e ne catturano l’attenzione. Un flusso di pensieri continuo, coadiuvato dalle estese note di approfondimento, alcune ancora più interessanti del testo stesso, e persino di una tabella esplicativa sulla curva di ricorrenza annuale di alcuni argomenti fissi nei pensieri di Howie. Sinceramente, all’inizio della lettura, si potrebbe pensare di aver a che fare con un personaggio ostico, fissato, maniacale, difficile da seguire ed a cui affezionarsi, che le grosse e frequenti note interrompano un po’ troppo la lettura e che l’incedere didascalico allontani sempre di più lo “sviluppo della trama”. Eppure, altrettanto presto, il libro risulta piacevolissimo. Sia perché non c’è nessunissimo sviluppo della trama di cui preoccuparsi, sia perché l’avventurarsi nei particolari, lo scoprire un intero universo di meravigliose “sciocchezze” intorno ad una singola giornata rendono il testo sicuramente originale, insolito, divertente, tanto da non poter più guardare una scala mobile senza pensare ai suoi scalini dentati, alla perfezione del loro incastro ed a quale sia il modo più conveniente per pulire il mancorrente di gomma.

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