L’amore

L’amore

Due sposi, lui lavora da casa, scrive articoli per riviste specializzate e compra minerale di zinco raffinato sui mercati mondiali, lei insegna, sta fuori tutto il giorno. Una casa, una stanza da letto, quella che condividono da anni. Di notte lui legge romanzi su un dispositivo elettronico. Lei di solito va a dormire prima, lui si alza a controllare che fa. Spesso lei già dorme, lui le rimbocca le coperte, lei si dimentica di mettersi quell’apparecchio che le impedisce di digrignare i denti, talvolta glielo mette lui, da addormentata. Altre volte è in un limbo tra il sonno e la veglia, lui la osserva, lei se ne accorge ma chiude gli occhi. Altre volte ancora, invece, è ancora sveglia e allora lui è costretto a fermarsi un po’, lasciare quello che stava leggendo e raccontarle, come lei gli chiede, un “fattarello”. Episodi lontani della sua vita che più che altro riguardano amori passati. Chissà perché lei ci tiene tanto a scoprirli. La immagina poi nel sonno uccidere le sue ex fidanzate, scorticarle vive e toglierle dal mondo. Buffo perché alla fine la sua è semplice curiosità. È una sorta di rituale che negli anni va avanti immutato. E così una sera è la volta di Marusca, con cui andò in cima al Muzzerone, da dove si vede l’arcipelago spezzino, ora finita a fare insalata di mare in un ristorante per turisti. E poi ancora la Padoan, con il cognome del ministro e le occhiaie che sembra Anna Magnani, o ancora Chiaretta e infine Ida la Bislunga…

“La costruzione di un amore spezza le vene delle mani, mescola il sangue col sudore, se te ne rimane…” Così cantava Ivano Fossati in una sua canzone capolavoro, descrivendo la fatica e la bellezza della vita in due. Tornano in mente stralci di questo brano leggendo l’ultima opera dello scrittore spezzino Maurizio Maggiani. Un inno all’amore ma nel suo profondo, nella sua quotidianità, nella sua costruzione, letteralmente, che non può prescindere dal vissuto, dalle proprie storie passate, dagli incontri e dalle relazioni che rendono le persone quello che sono. È una storia semplice, quella che anima L’amore, un romanzo fatto di piccole cose, di pezzi di provincia, valori forti, sapori genuini. Le fragole, lo stoccafisso, il pane. I nomi dello sposo e della sposa non compaiono mai. Compaiono invece i nomi delle donne del passato di lui, le protagoniste dei “fattarelli”, ognuna con una sua personalità distinta e caratteristiche proprie. Ogni relazione rivive in tutte le sue fasi, gli albori, il fulcro, il crepuscolo. È una narrazione che procede lentamente, a volte troppo, è una storia fatta di tante storie, tenue e ben scritta, lieve, impalpabile e quasi rarefatta. Un’opera a volte buffa a volte malinconica che comunque conferma un grande talento della scena letteraria nostrana di questi anni.



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