L’amore è eterno finché non risponde

L’amore è eterno finché non risponde
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Olivia Marni ha trentadue anni, “carina nella media delle ragazze con i piedi per terra”, una carriera ben avviata come avvocato divorzista in uno degli studi più importanti di Napoli e un cuore spezzato da un amore finito con Dario. Tutto quasi bene fin qui se non fosse che Dario in realtà non è mai uscito dalla vita di Olivia, i due continuano a sentirsi, a messaggiarsi, inconsciamente a rimpiangersi. Fino al giorno in cui Dario incontra quella che sembra essere a tutti gli effetti una nuova e stabile sostituta, nelle sembianze di Lilli Beltrami, una ragazza à la page, ricca, elegante, impossibile da lasciare e fatta apposta per essere esibita in rete. Per Olivia è il compimento definitivo della sua tragedia sentimentale, ma anche la maniera per chiudere una relazione rimasta aggrappata al filo della nostalgia. In fondo non si può dire che Olivia non abbia una vita interessante, il lavoro, i suoi clienti, i suoi colleghi e le sue amiche le offrono la giusta consolazione e il modo per ammortizzare la delusione e farsene una ragione. Eppure il cinismo che sembra impossessarsi di lei è come un macigno che la tiene inchiodata a terra: Luciano, il suo vicino di casa, da sempre innamorato di lei è lontano anni luce dall’idea di uomo ideale, Massimiliano Navarra, avvocato giuslavorista “moralissimo” sembra essere più interessato alla sua indubbia professionalità che al suo fascino di giovane donna e anche Luca Ardenghi, il titolare dello studio presso cui lavora, non fa che rimpiangere la storia avuta molti anni prima con Viola, amica di Olivia da appena cinque mesi ma già a lei così vicina. Insomma Napoli può essere piena di sorprese e di intrecci imprevisti, a Olivia serve solo il tempo per dimenticare che, come è noto, “non cresce sugli alberi” ma prima di allora molte cose dovranno ancora succedere…

Nel 2014 sono stati celebrati in Italia 189.765 matrimoni, circa 4.300 in meno rispetto all’anno precedente (dati ISTAT del novembre 2015), mentre per quanto riguarda l’instabilità coniugale i dati evidenziano che è in corso una fase di “assestamento”. Nel 2014 le separazioni sono state 89.303 e i divorzi 52.335. In media ci si separa dopo 16 anni di matrimonio, ma i matrimoni più recenti durano sempre meno. Numeri alla mano, non sfugge al lettore più attento che il business delle unioni a termine è destinato a diventare sempre più solido. Ragionamento che non sarà sfuggito nemmeno alla protagonista del libro, che sceglie la pratica di divorzista in barba alle speranze del padre che avrebbe sognato per lei un futuro da magistrato. Perché l’amore si sa, ai nostri tempi, è sempre più una questione di statistica che di sentimenti e anche “se te lo raccontano come il sistema che meno deve ubbidire a leggi di frequenza” nella realtà finisce per piegarsi all’evidenza dei numeri. O almeno così sembra, perché dietro ai ragionamenti ineccepibili dell’avvocato Marni, deliziosa creatura di appena cinquanta chili e troppi sogni infranti, l’ombra lunga della delusione tarda ad esaurirsi. Olivia è disillusa quanto basta per poter gestire le sofferenze degli altri, combattere al loro fianco tutte le piccole, grandi guerre di cui sono artefici e continuare ad essere vigile senza cadere nel buco nero della disperazione. È una donna moderna, intelligente, intuitiva, che arriva sulle cose molto prima di chiunque altro ed è questa in fondo la chiave del suo successo lavorativo e il paraurti che la tiene al riparo da possibili, future cadute sentimentali. Eppure qualcosa non convince perché nonostante le teorie e a dispetto del pragmatismo che le impone la sua professione, Olivia è strutturata per amare, come tutti. Ester Viola, qui alla sua prima prova nel mondo della narrativa, descrive benissimo le dinamiche che animano la sua protagonista. Regina di Twitter con più di diecimila follower, l’autrice partorisce romanzo, personaggi, trama e ambientazione dopo aver condotto uno studio capillare sul ruolo dei social nei rapporti di coppia ‒ è avvocato anche nella vita reale ma specializzata in diritto del lavoro. Un’analisi che le fa capire quanto Facebook e gli altri fenomeni satellite del web rappresentino ad oggi uno dei motivi più frequenti a sancire la fine di una storia. Una casistica in crescita che ha spinto anche la giurisprudenza ad adeguarsi ai mutati costumi, inserendo norme diverse e adattando le sentenze al nuovo sistema di prove documentali. Il risultato per noi è un romanzo divertente, ironico, frizzante e perfettamente aderente ai nostri tempi anche se intimamente velato da una moderata rassegnazione. Perché se è vero che credere ancora all’amore è lecito, alla prova dei fatti la matematica dimostra esattamente il contrario, e cioè che tutto ha un epilogo sempre più veloce e troppo spesso doloroso. Al contrario però se realisticamente è plausibile che “alla felicità tutta intera non ci crede nessuno, nemmeno i felici”, rincorrerla resta un diritto, un’aspirazione e una tentazione di cui è impossibile fare a meno. Olivia lo sa, ogni donna lo sa, i lasciati lo sanno e pure i lascianti, le tradite rancorose, i fedifraghi sempre connessi, la ruota gira, la fortuna anche, quindi “stateve accorti” ma non smettete di crederci.



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