L’amore capovolto

L’amore capovolto

Marta è apparentemente una ragazza complicata per chi non la conosce, una ragazza alla quale ci si avvicina a fatica per soggezione, anche se indubbiamente affascina. Chi la conosce bene l’adora, a cominciare dai familiari e dal fidanzatino Giacomo che la ama da quando erano alti così. Vivono a Bernalda, ridente cittadina lucana a due passi da Metaponto (dove vanno al mare) e per andare a scuola devono arrivare fino a Matera. Abitano in due case attaccate, le loro camere sono separate da un angolino di tetto non troppo spiovente, tanto da diventare il loro rifugio. A un passo dalla maturità percepiscono che la loro vita sta cambiando: agosto li porterà a Firenze, iscritti a Scienze Politiche e residenti in una stanza blu, conviventi e innamorati... Anche la vita di Adele e Tino sta per cambiare. Adele è una bella ragazza di 17 anni che inizia a frequentare una balera a Firenze, sotto un tendone. Non può andarci da sola, il babbo è stato chiaro: si esce solo se accompagnata da Anna e Pia, le due cugine più grandi, bruttine e zitelle. E tutto perché Gianni, il cugino votato a far da guardiano alle donne di casa, è partito per il fronte. E di certo non era possibile andare a ballare ogni settimana, ma un sabato sì e uno no. Adele cominciava ad avvertire una certa attrazione per i ragazzi da quando aveva visto al cinema Romanzo di un giovane povero con Amedeo Nazzari. È lo stesso genere di “prurito” che avverte quando incontra Tino e se prima erano le cugine a passare in bagno a imbellettarsi, dopo questo incontro anche Adele farà lo stesso...

Tutto rimane immobile, fermo, quasi una cartolina in quella stanza da letto piena di ricordi. Se non fosse per quella puntina che continua a saltare sull’ultimo solco del vinile... È la scena iniziale del libro, quasi cinematografica nella sua descrizione così precisa, ma è anche la scena finale, quella che dà il via alla magia di un epilogo inaspettato. Adele e Tino, Marta e Giacomo: due coppie di adolescenti o poco più, separati da alcuni decenni di storia, di cambiamenti, di emancipazione, di modernità. Ma sono due coppie di adolescenti che scoprono l’amore, ma nonostante i tempi diversi, i sentimenti che provano sono gli stessi, con il carico di paure, incertezze, di tenerezza, quel sentirsi contemporaneamente pronti e non adeguati alla situazione. Balere e guerra per la prima storia, locali e vita da matricole universitarie in una città diversa dalla propria per la seconda. Rivoluzioni ed evoluzioni di una società e dei suoi costumi: cugine a salvaguardia di Adele e una macchina, soldi e una convivenza a Firenze per Marta. È Giacomo il personaggio vero dell’intera storia, che parte quasi come un adolescente superficiale, per arrivare a compiere il cambiamento più profondo, a farsi le domande più sensate, a notare la sua evoluzione affidandola a Firenze, la sua “ossessione di bambino”. E il suo smarrimento di fronte a una storia lasciata a metà che al momento sembrava non avesse una fine, nonostante fosse diventata quasi pane quotidiano, fa avvertire un vuoto dentro.

LEGGI L’INTERVISTA A CORRADO FORTUNA



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