L’amore come le meduse

L’amore come le meduse
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Isola di Carloforte, Sardegna. Vincenzo e Teo sono due fratelli con un rapporto particolare. Tra loro non occorrono molte parole e sin da piccoli sono sempre stati molto uniti, pur intuendo che il loro legame era strano. Per anni hanno condiviso la stessa camera, le stesse abitudini, lo stesso amore per il mare. La loro gracile imbarcazione chiamata Malesh, recuperata da un fondale e rimessa in acqua, ancora resiste ora che sono adulti. Ma una volta scoperto il segreto di questo loro rapporto speciale, spifferato in punto di morte dalla nonna, per Teo e Vincenzo non è cambiato molto. Sono rimasti uniti ed è stata piuttosto la vita a separarli. Prima il trasferimento di tutta la famiglia a Cagliari, in stanze separate, poi il percorso di studi e il lavoro in magistratura di Teo, che lo ha portato a Milano. Vincenzo, invece, è tornato sull’isola, a lavorare nell’azienda di famiglia. Si è sposato e ha avuto una figlia. Ma la sua non è stata una vita facile: l’amore con Cloe finito, i problemi di una ragazzina adolescente completamente schiava di internet tanto da farla ammalare, il ritorno sporadico di un fratello sempre più schivo e quasi estraneo. Proprio Teo, che un tempo era un vero donnaiolo, un giorno d’estate ha portato con sé in vacanza sull’isola natale una donna fredda e più vecchia di lui, che pare averlo sottomesso. L’isola di Carloforte raccoglie i ricordi dei due uomini, che ora escono di nuovo in barca cercando di ritrovare un’intesa perduta o forse solamente messa da parte per fare spazio alla vita…

L’amore è un sentimento pungente. Seppure i due fratelli, che non hanno molte esigenze o bisogni, che non patiscono il caldo, la fame, la sete, la febbre siano abituati anche alle punture delle meduse, patiscono però i morsi di un sentimento che li segna e li logora ciascuno in maniera diversa. Se Vincenzo non riesce a trattenere a sé una donna e una figlia se non immolandosi a sua volta con un gesto sacrificale quasi estremo, così Teo si trasforma in una preda umana, che nella donna cerca un avversario in grado di sconfiggerlo e dominarlo. Perciò si potrebbe dire che l’amore non è come le meduse, ma un animale molto più capace di ferire la nostra pelle con un tocco velenoso. Il romanzo di Roberto Delogu è molto breve, strutturato in un corollario di ricordi in sequenza, cullati dal ritmo delle onde e da un paesaggio isolano incantevole, mentre i due fratelli escono in mare con la loro imbarcazione. I pesci, gli uccelli marini e gli scogli sono gli unici spettatori di questo breve viaggio di due uomini taciturni, sopra una barca che è come una casa. La scrittura fluida e intensa permette una lettura veloce, anche se il costante uso dei flashback stranisce un po’, facendoci dimenticare dove e in che tempo si trovino i due protagonisti principali di questo romanzo. È pur vero che, come afferma l’autore, in mare il tempo si dilata e così anche il ritornare indietro con la memoria, con un tuffo in mare e uno nel passato, di Vincenzo si allunga come l’onda sulla battigia, costringendo però il flusso di ricordi a subire un’alta marea che gonfia la struttura del libro.



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