L’anima non muore

L’anima non muore
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Dario, puntuale come ogni giorno, entra in ufficio. Non è benvoluto dai suoi colleghi, che approfittano di qualunque occasione per parlare male di lui. In realtà potrebbe farsi benvolere. Ma a Dario semplicemente non interessa quello che gli altri pensano di lui. Soprattutto i suoi colleghi. Beatrice affronta una nuova giornata di lavoro in archivio. Lei è l’unica in gradi di mettere ordine, di catalogare con precisione tutti i volumi che da anni giacciono nel più totale disordine. I suoi colleghi la ammirano e le vogliono bene. È una donna sempre sorridente, alla mano, con cui tutti si confidano. L’unico amico di Dario entra nella sua stanza: sono amici dall’infanzia e colleghi da sempre. Gli racconta che da mesi sua moglie legge un blog. Dario non è particolarmente interessato. Il suo amico incalza. Il blog, lui lo ha letto solo la sera prima, è di Beatrice e racconta tutta la loro adolescenza, descrive in maniera chiara la loro storia e il modo in cui si è interrotta. E fa il suo nome. Chiunque può leggere di lui. Dario resta in silenzio. Sono anni, tantissimi anni, che non sente Beatrice. Non sa nulla di lei. E ora? Eccola riapparire. Eccola finalmente. Deve assolutamente incontrarla, parlarle, deve raccontare quello che gli è accaduto negli ultimi anni e sapere come vada la sua vita. Sarà sposata? Avrà figli? Dario esce dall’ufficio. Ora sa dove poter incontrare Beatrice, può finalmente vederla senza che nessuno osi fermarlo. E Beatrice? Vorrà vederlo? Parlargli?

L’anima non muore – primo capitolo di una trilogia – è l’esordio narrativo di Monica Romani, che fino ad ora si è sempre cimentata con la poesia, pubblicando alcune raccolte. La storia è complessa. Dario e Beatrice sono figli di due sorelle e si innamorano perdutamente. La loro storia non è ben vista dalle loro famiglie che fanno di tutto – riuscendoci – per separarli. Sono passati tanti anni di silenzio e ognuno ha tentato di fare la propria vita cercando di pensare all’altro il meno possibile. Eppure certe storie restano sospese e bisogna affrontarle, anche anni dopo, per chiudere il cerchio. Passato e presente si aggrovigliano per i due protagonisti che non riescono a vivere il momento senza ricordare e soffrire per ciò che è stato. La trama si complica. C’è di certo un qualcosa che nascondono entrambi: una storia di famiglia che non viene esplicitata in modo chiaro (del resto ci saranno altri due romanzi per farlo) ma che getta ombre lunghe sul presente di entrambi. Monica Romani scrive in modo semplice, paratattico, diretto. Il suo lavoro si legge in maniera scorrevole e ci fa trascorrere del tempo in modo piacevole. Probabilmente si dilunga troppo in alcuni passaggi che si sarebbero potuti snellire o addirittura evitare, ma tutto sommato l’intera struttura del romanzo regge. Alla fine siamo curiosi di sapere cosa sta per accadere alla nuova coppia di innamorati che, tra alti e bassi, hanno deciso di tornare assieme. Dovremo attendere il prossimo romanzo: e lo faremo con piacere.



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