L’anno della lepre

L’anno della lepre

È l’estate di san Giovanni. Un giornalista e un fotografo, in viaggio di lavoro senza parlarsi e sovrappensiero, attraversano lungo una strada sterrata il magnifico paesaggio finlandese, senza prestarvi attenzione alcuna. Sono stanchi, disillusi, si trascinano ogni giorno tra un lavoro frustrante senza più stimoli e svuotato dei sogni giovanili e matrimoni formalmente in piedi ma naufragati da tempo. Tutto testimoniato da un principio d’ulcera per entrambi. D’improvviso sulla strada una lepre ritta sulle zampe posteriori, una brusca e inutile frenata, un tonfo: la bestiola, colpita, sparisce nella foresta. Il giornalista, Kaarlo Vatanen , la segue, la trova seduta su un prato con una zampa rotta. Prende in braccio il leprotto tremante e gli stecca l’arto con un rametto e il suo fazzoletto strappato. Quindi, mentre il collega fotografo strombazza innervosito, lo chiama e poi mandandolo a quel paese riparte sgommando, decide di rimanersene lì, seduto, con la lepre che gli resta accanto. Poi la mette in tasca e si incammina nella foresta. Per l’insolita coppia comincia un viaggio incredibile tra poliziotti squinternati e gentili, contadini ospitali e generosi, residuati bellici recuperati dai fondali dei fiumi, mucche da aiutare a partorire e poi salvare dalla palude, corvi ladri e dispettosi, incendi terribili da domare e orsi da inseguire fin oltre i confini dell’Unione Sovietica. Sempre insieme, Vatanen e la lepre, attraverso una Finlandia incantata come in una fiaba, liberi, fino a sparire lontano, dove nessuno saprà più nulla di loro…

Uno strano “on the road” questo romanzo del 1975, uscito in Italia nel 1994 per Iperborea e approdato oggi a una nuova veste grafica, diventato un vero e proprio libro-culto prima nei paesi nordici e poi in tutto il mondo. Il finlandese Arto Paasilinna, ex giornalista ed ex tagliaboschi, ha infatti via via conquistato lettori ovunque con il suo stile sofisticato e surreale, elegante ma asciutto e semplice. L’anno della lepre è una specie di fiaba ecologica (“novelle” definisce l’autore i suoi lavori), un inno alla libertà e alla rivendicazione del diritto di riappropriarsi degli spazi smarriti negli “obblighi” sociali. La lepre è l’occasione, il la che serve a Vatanen (che sembra essere per molti versi l’alter ego di Paasilinna) per dare una svolta decisa alla sua vita, e per tutto il libro il lettore continuerà a chiedersi quando finalmente incontrerà la propria lepre per seguirla e recuperare un benessere semplice e senza sovrastrutture. Una favola moderna in cui l’ambizione impossibile da sognare non è sposare il principe ma una vita vissuta alla giornata in una natura meravigliosa e selvaggia, mai troppo ostile e spesso generosa. Sfumature malinconiche si intrecciano a momenti divertenti e surreali narrati con una ironica leggerezza che a volte sconcerta e spiazza ma sempre regala sorrisi (indimenticabile l’episodio del sacerdote) e un senso di benessere. Una lettura stravagante, esattamente come la storia narrata, che non può non piacere soprattutto a chi apprezza quello stile così asciutto, ironico, surreale e quasi ipnotico di certo cinema nordico. A proposito: dal romanzo, tradotto in trenta lingue, sono stati tratti ben due film. Probabilmente, alla maniera della favola classica, sarebbe anche possibile una lettura simbolica di ogni elemento della storia ma, decisamente, è più bello abbandonarsi alla lettura godendone ogni pagina. Onirico e romantico Paasilinna, dopo questo romanzo non si potrà più farne a meno; per fortuna ne ha scritti oltre una trentina.



 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER