L’apocalisse dei templari

L’apocalisse dei templari
Da poco abbiamo scavallato la fatidica data del ventuno dodici duemila dodici e nessuna apocalisse si è abbattuta sulla nostra civiltà, ma sono anche trascorsi esattamente settecento anni dalla soppressione da parte di Papa Clemente V dell’Ordine dei Cavalieri del Tempio, anche loro impegnati nella loro personale apocalisse, la seconda venuta del Cristo e la discesa della Gerusalemme Celeste. Sulla controfacciata della chiesa di San Bevignate a Perugia campeggia un enorme affresco dipinto nel XIII secolo dai frati del Tempio, che incarna e trasmette temi escatologici che mettono l’accento sulla ‘battaglia finale’, sul ritorno di Cristo sulla Terra, sulla nascita di ‘un nuovo cielo e una nuova terra’.  Questo affresco - che non ha paragoni nell’iconografia medievale - può essere considerato come un vero e proprio compendio del loro pensiero e della loro missione e attraverso quattro diversi momenti, raffigura il fulcro della loro personale visione della fede e del mondo. Ogni sezione è contraddistinta da un animale: cavallo, leone, pesce e aquila nell’atto di ghermire l’ultimo libro della Bibbia in un vero e proprio tetramorfo templare che dalla terra ascende al cielo. Come comprendere i messaggi nascosti o forse semplicemente contenuti in questo dipinto? Simonetta Cerrini fornisce al lettore la bussola per potersi addentrare nel labirinto dei significati e dei simboli partendo dalla condivisione di parole e concetti che esaminati in un quadro più ampio ne spalancano il significato. Prendiamo confidenza dunque con l’Apocalisse che non è solo l’ultimo libro della Bibbia; conosciamo meglio i frati templari; ci addentriamo nell’esperienza monastica tra monaci, canonici e frati; osserviamo la regola e incontriamo i cavalieri fino a raggiungere, attraverso il dedalo di viuzze in salita, passando tra vigne e ulivi la chiesa di San Bevignate…
Da autorevole studiosa dei Cavalieri del Tempio, già autrice de La rivoluzione dei Templari, la Cerrini - il cui libro preferito non a caso è il Vangelo secondo Giovanni - usa gli strumenti di indagine tipici dell’arte figurativa e fa della sua grande capacità di documentarista il suo punto di forza. Con autorevolezza e grande capacità di scrittura ci consegna un saggio appassionato che vola sui deserti degli eremiti e sulle tracce di una misteriosa quanto incredibile reliquia, alla ricerca di risposte, in un viaggio tra immaginario e fede, storia e leggenda che arricchisce, innamora e incuriosisce. Bella anche la dedica “a tutti quelli che, attraverso l’odierna Apocalisse, come i templari si ritrovano a pensare c’è bisogno di noi”.

Leggi l'intervista a Simonetta Cerrini

 

 

 

 
 
 
 
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