L’archivio del mondo. Quando Napoleone conquistò la storia

Nel corso del 1809, dopo aver trionfato sulla Quinta Coalizione, Napoleone Bonaparte aveva esteso i confini del suo impero fino alla Vistola e al Danubio. Fu allora che egli assunse la decisione di impadronirsi degli archivi del dissolto Sacro Romano Impero e di quelli del Papato. Ma dopo aver fatto affluire a Parigi i preziosi tesori documentari di entrambi i millenari poteri universali, prese corpo in lui il progetto di radunare i fondi storici di tutti i territori e le nazioni annesse al fine di costituire nella capitale un Archivio del Mondo e di farne la capitale della Storia. Le razzie perpetrate da funzionari, letterati, gendarmi e operai consentirono di ammassare nell’hotel de Soubise e nel Palazzo degli archivi di Parigi notevoli quantità di pergamene, filze e registri requisiti a Roma, in Spagna, a Vienna, a Torino, nelle Finadre e in altre importanti località che vantavano il possesso di pregiati giacimenti di raccolte documentarie del passato. Si trattò di un’impresa titanica, che fu condotta tra innumerevoli difficoltà e notevole dispendio di risorse e che fu smantellata al termine del Congresso di Vienna, quando tutti i documenti ripresero la via del ritorno. Ma da dove nasceva il sogno di Napoleone? Quali furono i precedenti storici e per quale ragione ieri come oggi risulta tanto utile il controllo delle informazioni e del sapere universale?

Non so voi, ma io quando entro in una libreria e avvisto un libro che fin dal titolo e dalle prime pagine appare in grado di raccontarci ancora qualcosa di un periodo storico che, nel corso di molte letture, non eravamo ancora stati in condizione di apprendere o di approfondire, lo faccio subito mio e me lo porto a casa. È andata così anche per l’ultimo testo di Maria Pia Donato, direttrice di ricerche CNRS presso l’Institut d’Histoire moderne et contemporaine di Parigi ed ex docente di Storia moderna all’Università di Cagliari. Un saggio illuminante, acuto, utile e al contempo stimolante, perché la necessità di conoscere il passato e di fare provvista di studi necessari ad affrontare con maggiore consapevolezza il presente attraversa da sempre tutta la vicenda umana. Il volume della Donato, che unisce l’approfondita ricercatezza delle fonti alla divulgativa piacevolezza dell’esposizione, si raccomanda al lettore, oltre che per la curiosità dell’argomento che prende dimora in noi pagina dopo pagina, anche per la lezione che ci impartisce. Da quando, infatti, è stato deciso di eliminare la storia dalle materie di esame di maturità scolastica, si dibatte molto sulla sua utilità. Ecco, dunque, un testo che aiuta a riscoprirla e a darci prova inconfutabile che coloro che oggi lottano per il controllo degli archivi digitali lo fanno per fondata scelta di potere come Napoleone, a questo riguardo un loro illustre predecessore storico.

 


 

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