L’armata perduta 

L’armata perduta 

V secolo avanti Cristo. La Grecia è completamente disgregata a causa dell’annosa guerra fratricida tra Atene e Sparta. Proprio in questo momento di estrema crisi per la penisola ellenica infuria anche la guerra tra Ciro e Artaserse per il dominio dell’Asia minore. Il comandante Clearco arruola quindi un esercito composto da circa tredicimila mercenari greci per conto di Ciro al fine di spodestare il fratello Artaserse dal trono di Persia. Ciro però muore in uno scontro con l’esercito e così l’esercito di mercenari si trova simultaneamente senza un vero scopo e privo della sua guida. Le forze di Clearco si ritrovano perciò ben presto in una posizione piuttosto scomoda. Da una parte i persiani che non vogliono assolutamente far trapelare la tragica notizia che delle forze straniere sono arrivate così vicine alle porte di Babilonia, dall’altra gli spartani che hanno appoggiato Ciro e i suoi mercenari solo apparentemente ma in verità hanno già stipulato un accordo con Artaserse. In questo scenario Abira, una giovane ragazza di Beth Qadà, lascia il suo villaggio natale per seguire Xeno, conosciuto ai più come Senofonte, giovane guerriero a cavallo che le promette amore eterno e soprattutto mille avventure…
Clearco e i suoi uomini: un esercito scomodo,  che è meglio scompaia dalle pagine della storia, una vera e propria “armata fantasma”. La vera missione di questa armata era sconosciuta ai più anche all’epoca, perché la motivazione ufficiale era quella di addentrarsi in territori ostili al fine di sgominare tribù ribelli, ma in Grecia questa spiegazione aveva convinto pochi. L’armata perduta ha vinto il Premio Bancarella nel 2008: racconta tra storia e fiction l’epopea dei Diecimila narrata da Senofonte nella sua Anabasi. Solo in seimila sopravvissero alla lunga marcia di ritorno dopo lo scontro fratricida tra Ciro il Giovane e Artaserse II, e l’autore, con una mossa molto audace, decide di affidare la narrazione interamente a una voce femminile, quella di Abira. Le descrizioni, soprattutto dei luoghi, sono molto suggestive e in queste pagine potremo viaggiare con la mente in luoghi che vanno dall’Armenia all’odierno Iraq, dalle sponde del Mar Nero fino alla Persia, che oggi conosciamo come Iran. Anche i personaggi sono ben tratteggiati e caratterizzati. Ognuno incarna alcune doti fondamentali dell’animo umano: Xeno è sempre lucido e molto freddo, Menon di Tessaglia è implacabile e senza pietà, Sophos rimane in ogni situazione con i piedi per terra, Abira è la fedeltà fatta a persona, Melissa seduce tutti gli uomini con il suo charme e Lystra è la persona con il più alto tasso di sopportazione all’interno dell’intero romanzo. Amore e sangue sono i motori principali di questa grande avventura, e lo scenario mesopotamico arricchisce il tutto di un fascino tutto particolare. 

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER