L’arte di rialzarsi

L’arte di rialzarsi

In un giorno di scuola qualunque, proprio al termine dell’intervallo, Salvatore varca le porte del suo liceo. Potrebbe sembrare che stia per raggiungere i compagni di classe, magari con la giustificazione firmata nel libretto e i libri nello zaino. In realtà Salvatore non è affatto lì per riprendere le lezioni, ma per ritirarsi definitivamente dalla scuola. Quando entra in segreteria per ufficializzare il ritiro, le segretarie a cui si rivolge non sono molto convinte della sua decisione: nei due anni passati Salvatore si è già ritirato due volte, e pensare che gli mancherebbero solo quarta e quinta liceo per avere il diploma! Quello che spesso però le persone attorno a lui non capiscono ‒ e le segretarie ne sono la prova ‒ è che le decisioni di Salvatore e il suo essere così altalenante non sono frutto di un capriccio, ma di una malattia mentale. Gli è stato diagnosticato infatti un disturbo borderline di personalità, che nel suo caso specifico si articola in ansia, pensieri suicidi e incapacità di gestire le emozioni. Nemmeno un colloquio con il preside, che comunque si è sempre dimostrato sensibile e disposto ad aiutarlo, può fargli cambiare idea questa volta. Salvatore è arrivato alla conclusione che la sua malattia sia in grossa parte legata alla famiglia: alla depressione della madre quando lui era ancora un bambino, alle aspettative di suo padre e a una sorellina arrivata tardi che ha distolto da lui tutte le attenzioni dei genitori. Quindi chiusa la parentesi scolastica, Salvatore ha un solo desiderio: trasferirsi dai parenti di Roma per fuggire il più lontano possibile da casa e per trovarsi un lavoro con cui mantenersi…

Salvatore Falzone è autore, protagonista e voce narrante di questo esordio letterario autobiografico edito da Marsilio. Basato sulle esperienze che ne hanno segnato la giovane vita fino ai 19 anni, L’arte di rialzarsi tratta lo scomodo argomento delle malattie mentali in età adolescenziale e più in generale della difficoltà di trovare il proprio posto nel mondo. Per il tipo di tematiche e per l’età del protagonista, il romanzo può essere ascrivibile al filone young adult di cui fanno parte i più famosi e internazionali Tartarughe all'infinito di John Green e Ragazzo da parete di Stephen Chbosky. Iniziamo da cosa ci è piaciuto moltissimo del libro: il coraggio di questo ragazzo di raccontare una storia intima con una franchezza disarmante. Facendo appello a capacità introspettive che spesso nemmeno gli adulti possiedono, Salvatore dà un nome e un cognome alla sua condizione psichica, analizzandone cause e sintomi; in particolare parla di suicidio, argomento fortemente taboo, ma che ad oggi è statisticamente la seconda causa di morte tra gli adolescenti italiani. Quello che ci è piaciuto meno invece, probabilmente perché questa è pur sempre un’opera prima, è la perdita di focus mano a mano che la narrazione procede. Più o meno da quando Salvatore rientra da Roma, l’esposizione diventa confusa e a tratti ripetitiva nelle tematiche, e seguendo le riflessioni sparse del protagonista la trama stessa finisce per risentirne. Critiche stilistiche a parte, nonostante nel racconto si tocchino momenti veramente bui e disperati, L’arte di rialzarsi è indiscutibilmente un inno alla vita, uno stimolo a reagire e a chiedere aiuto. Se la lettura è attività terapeutica, allora molti giovani troveranno giovamento e conforto in questo libro.



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