L’artista dei veleni

L’artista dei veleni
Caleb Maddox, tossicologo di fama, sta conducendo uno studio sugli effetti del dolore: il suo laboratorio all’interno del Medical Center dell’Università della California è considerato fra i migliori al mondo. Collabora informalmente anche con Hanry Newcomb, medico legale nonché suo amico d’infanzia, che è alle prese con una serie di delitti di cui pare impossibile trovare il responsabile. Nella vita di Maddox c’è un segreto, un passato da cui cerca disperatamente di staccarsi, una storia che venendo alla luce ha provocato una violenta lite con la compagna Bridget che lo ha portato in albergo e poi in un bar dove intravede Emmeline, una donna che sembra appartenere ad un altro mondo. Incurante di tutto, Emmeline indossa solo un abito da sera che le lascia la schiena nuda, misteriosa inafferrabile ineffabile la donna ha lo stesso effetto della “fata verde” , l’assenzio tanto caro ai poeti maledetti. Ed esattamente come l’assenzio Emmeline sconvolge con il suo profumo chi le sta vicino, confonde la percezione delle cose cambiando i contorni dei confini fra realtà e fantasia…

Un thriller che riesce ad essere avvincente con pochi colpi scena, che riesce a mantenere la tensione alta e continua spingendo il lettore a porsi le stesse domande che angosciano il protagonista, uno dei rarissimi casi in cui gli altri personaggi diventano un complemento, anche se indispensabile, per centrare l’attenzione sul protagonista. Scivola nell’horror quasi in sordina, miscelando abilmente la verità oggettiva con quella soggettiva. Palesi e riconoscibili - anche se non espliciti - i rimandi a grandi autori del passato (penso ad Edgar Allan Poe) e contemporanei come Stephen King. Un’atmosfera cupa in una San Francisco piovosa fredda e buia nonostante le feste natalizie, che ben si addice alla complessa trama che ha intessuto Jonathan Moore, oltre che scrittore procuratore legale presso lo studio di Hononulu “Kobayashi, Sugita & Goda”. La figura di Caleb, costruita su un presente pesantemente influenzato dal passato, prende forma lentamente svelandosi completamente solo alla fine. Ottimo e accurato lo studio preliminare o comunque le consulenze di cui l’autore si è avvalso che hanno reso fruibile e godibile un argomento davvero complesso e difficile – veleni, farmaci e il loro utilizzo - costruendoci attorno un disegno senza sbavature. Un romanzo che ha lasciato entusiasti pezzi da novanta, uscito contemporaneamente in Italia negli Stati Uniti: c’è da augurarsi che l’avvocato Jonathan Moore non si fermi qui e ci regali altre storie con lo stesso stile.



 

 

 

 
 
 
 

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