L’assassino, il prete, il portiere

L’assassino, il prete, il portiere

Per Persson è il giovane responsabile di reception della Pensione Punta Lago, ex club privé (il Club Amore) poi convertito in albergo di infima categoria. Alla stanza numero sette della suddetta pensione alloggia il cinquantenne Johan Andersson, alias Anders l'assassino, pluriomicida alcolizzato che ha la ferma intenzione di non mettere più piede in gattabuia per il resto dei suoi giorni. Johanna Kjellander è invece un (ex) pastore della Chiesa protestante svedese, non crede in Dio e odia il padre che l'ha costretta a studiare teologia e a salire sul pulpito per continuare una stupida tradizione di famiglia. Succede che un pomeriggio il giovane Per Persson, acciambellato su una panchina del parco, viene avvicinato dalla giovane pastore, che prima prova a vendergli una preghiera, poi gli racconta di essere stata cacciata dalla sua parrocchia per un predica particolarmente infervorata e infine decide di svernare alla Pensione Punta Lago. Pensione nella quale un giorno fa il suo ingresso un certo “conte”, che affida ai due ragazzi una busta piena di denaro da consegnare al pluriomicida, in quel momento troppo ubriaco per poter rimanere innocuo. Prima che il giovane Per Persson abbia il tempo di battere ciglio, la giovane Johanna Kjellander coinvolge lui e il signor Anders l’assassino in un affare tanto losco quanto promettente...

Dopo Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve e L’analfabeta che sapeva contare, il pluripremiato Jonas Jonasson torna nelle librerie con una nuova esilarante storia. Questa volta i protagonisti sono i membri di una sconclusionata ma vincente associazione a delinquere: un pluriomicida alcolizzato, un pastore protestante donna che si professa atea e un responsabile di reception che un tempo lavorava come guardiano in un bordello. L’inconfondibile stile ironico e pungente – mai irriverente o volgare, però – che ha conquistato i lettori dei precedenti romanzi è senza ombra di dubbio uno dei punti di maggior forza della vivace scrittura di Jonasson. Il secondo aspetto caratteristico dell’autore svedese è la sua straordinaria capacità di mettere insieme i personaggi più improbabili e portarli a spasso per il mondo. Jonasson mette una cura tutta particolare nell’accudire i suoi personaggi, come un padre farebbe con i propri figli. Il modo in cui Jonasson racconta le sue storie ha del cinematografico: le avventure dei protagonisti si susseguono a ritmo sfrenato sotto gli occhi divertiti di chi legge, in un intreccio tanto assurdo quanto coinvolgente. Una lettura da ridere, una storia da divorare. Un libro che non delude.



 

 

 

 
 
 
 

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