L’eclissi del volto

L’inusuale duplice ritratto “Deux hommes en pied” dipinto da Edgar Degas nel 1867 accoglie il visitatore con stupore il visitatore che varca la soglia del Museo di Arte moderna di Troyes. Mentre l’uomo alla nostra sinistra mostra le sembianze iconiche tipiche del cittadino borghese del secolo XIX, la fisonomia della figura a destra si rivela al contrario incompiuta. Ovvero con un volto ricoperto da pennellate di pittura bianca che ne rendono impercepibile l’identità. Lo svuotamento del volto, poiché da sempre rappresenta un potenziale espressivo fondamentale dell’arte visiva, segna di fatto una svolta di notevole entità: una palese rottura con la tradizione e insieme un elemento destabilizzante all’occhio dell’osservatore, al limite della sopportabilità. Questo nuovo soggetto incarna la metamorfosi che subisce la figura dell’uomo del XX secolo che diventa soggetto privo di un volto, un manichino, un robot. La rappresentazione sparisce per lasciare posto all’apparizione, al fantasma. Un ritratto sul vuoto, privo di consistenza psicologica e di riconoscibilità identitaria. Da quel momento in poi per l’artista – sia esso pittore o fotografo – cogliere lo spirito di una persona diviene sempre più difficoltoso e ha inizio l’epoca dell’eclissi del volto…

Il titolo del nuovo libro di Itzhak Goldberg suggerisce immediatamente l’intento dell’emerito professore di Storia dell’arte all’Università Jean Monnet a Saint-Étienne, classe 1949. Autore di numerosi altri studi critici dedicati alla storia e alle trasformazioni delle arti visivi, pittura, scultura e fotografia, Goldberg ci presenta qui – grazie alla curatela e alla illuminante prefazione di Jean-Luc Nancy – un estratto dal volume L’Art du vide che costituisce un saggio breve ma acuto e approfondito sulla stessa materia. Si tratta di un volumetto che, pur smilzo e discreto come una giornata di sole in pieno inverno, cattura l’attenzione del lettore con una sapiente miscela di erudizione, doti esplicative, acume critico, che ha il pregio di presentarsi al lettore in una forma semplice e diretta, interessante e coinvolgente. È davvero bello tenere tra le mani e scorre le pagine di un libriccino in cui l’autore affronta il mondo dell’arte con rigore ma senza affettazione, sapendo parlare in maniera chiara di cose non semplici da cogliere e da digerire, tanto più che essi riflettono uno stato della nostra vita contemporanea. L’originalità dell’approccio all’argomento proposto propone, infatti, non solo l’esame della situazione in cui versano l’aspetto artistico preso in osservazione, ma anche lo spunto per aprire una finestra di dialogo che inizi proprio là dove le pagine si chiudono.

 


Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER