L’effetto farfalla

L’effetto farfalla

Autunno 2008. Tutto era cominciato allora, quando cioè Teis Snap, direttore della Karrebæk Bank, conscio della imprescindibile necessità di dover incrementare il capitale della sua banca per non vederla inesorabilmente sprofondare sotto la scure della crisi, aveva convocato d’urgenza nel suo ufficio al Ministero degli Esteri il suo amico René E. Eriksen. Era nato lì il loro piano, quell’inganno che era filato liscio per parecchi mesi, fino a quel maledetto giorno in cui il più ligio dei suoi collaboratori, William Stark, non aveva ricevuto dall’Africa un’incomprensibile sms da Louis Fon, loro uomo in Camerun, improvvisamente scomparso nel nulla. E questa per Teis era una grana non da poco. Stark era talmente esperto e zelante che il solo sospetto che fosse successo qualcosa a Fon gli avrebbe permesso in pochissimo tempo di fiutare tutta la puzza di marcio che emanavano quei fondi falsamente destinati ai Paesi in via di sviluppo. Ecco perché dopo Fon ora anche Stark, per il bene del colosso finanziario, doveva necessariamente e immediatamente sparire. Autunno 2010. Marco è un ragazzino sveglio cresciuto con una banda di nomadi dediti all’elemosina e ai piccoli furti, capeggiata da suo zio Zola. L’inferno di un’infanzia trascorsa tra botte, angherie e minacce raggiunge il suo culmine il giorno in cui - dopo aver compreso che sarà reso stropio per evitare di essere troppo pericoloso per il clan - riesce a fuggire e si va a nascondere proprio lì dove due anni prima la sua famiglia aveva fatto sparire il corpo di un influente burocrate danese. Esatto, proprio William Stark. Marco scopre l’orrore di quel corpo in putrefazione e dopo averne preso la collanina africana che porta ancora al collo riesce a scappare ben conscio della caccia all’uomo che lo spietato zio gli riserverà. Quello che Marco non sa è chi è William Stark e quale inviolabile segreto sia stato costretto a portarsi dentro quel fosso...

Quinto caso per la strampalata ma infallibile sezione Q capeggiata dall’orso buono Carl Mørck, ispettore oramai culto nato dalla fortunata e sempre ispirata penna di Jussi Adler-Olsen, fuoriclasse del crime scandinavo già trasmigrato con successo al cinema in due precedenti occasioni e ora pronto a sbancare il piccolo schermo con una serie tv di sicuro successo internazionale. Sempre attento ai particolari e maestro nel tenere in piedi con curiosità e adrenalina i vari piani narrativi e i plot sviluppati, Adler-Olsen colpisce nuovamente il bersaglio grosso coinvolgendo, depistando e facendo sorridere, il tutto con la solita regia da perfetto burattinaio e mangiafuoco, capace di muovere i fili di personaggi ormai consolidati e mai banali che anche in questo quinto episodio alla fine confermano attese e aspettative di vecchi e nuovi fan. Come al solito, una certezza assoluta!



 

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER