L’estate di Ulisse Mele

Sardegna. Ulisse ha nove anni e vive in campagna, in cima a una collina di terra e di sassi, con la sua famiglia. Una famiglia nella quale cadono spesso le stelle cadenti. E hanno la forma di botte. Le botte che il padre Alfio riserva a Didi e Betta, i suoi fratelli maggiori che non hanno voglia di studiare. Nel mattino di una calda estate, proprio quando stanno per arrivare come ogni anno gli zii e i cugini, Didi e Betta decidono di andare al mare con il fidanzato di quest’ultima. Betta non tornerà più…
In un mondo fatto di rumori, di suoni e di parole si muove Ulisse, portando con sé il suo personale mondo fatto di silenzi, di sensazioni e di immagini. Ulisse è sordo, sordomuto dicono tutti, ma è anche un genio, sogna di diventare un ricercatore nonostante suo padre voglia fare di lui un avvocato per mandare in galera i Maraschi che rubano loro la terra. Un romanzo delicato nel quale l’ingenua e arguta voce di Ulisse ci permette di vedere una realtà scevra dei condizionamenti dell’età adulta e per nulla influenzata da quel senso - l’udito - di cui il piccolo è privo. La storia è molto dolorosa: la scomparsa di Betta altererà gli equilibri familiari attribuendo un nuovo significato ai giorni, ai luoghi, ammantando il paesaggio di malinconia. Il gommone dello zio in quella tragica estate non vedrà il mare, quasi a voler ricordare che l’estate in cui Betta è sparita è diversa da tutte le altre e forse sarà l’ultima estate da bambini. La capacità di Alba è stata quella di calarsi a pieno nel ruolo di un bambino: è Ulisse che parla, è un bambino che descrive il mondo con i suoi occhi attenti e intelligenti. Ed è in questa capacità di vestire i panni di un bambino, di usare il suo registro linguistico senza contaminazioni e, soprattutto, di rispettare la sua sensibilità, che risiede la magia di questo romanzo forte e delicato al tempo stesso.  Un romanzo che non finisce una volta letta l’ultima pagina, ma che fa riflettere sulla magia dell’infanzia e ci induce a cercare in qualche angolo remoto della nostra anima una parte di Ulisse, una parte del bambino che siamo stati.

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