L’età adulta è l’inferno

L’età adulta è l’inferno

23 gennaio 1920. Rheinhart Kleiner, poeta e suo caro amico, si sente un po’ un Don Giovanni e Howard – firmandosi come sempre con uno dei suoi nomignoli preferiti, Theobaldus Fantasticus – glielo manda a dire a chiare lettere, condividendo soprattutto quello che personalmente pensa davvero dell’amore: “L’erotismo appartiene più al basso ordine di istinti, ed è una caratteristica più animale che davvero nobilmente umana”. Come fa spesso nelle sue interminabili lettere, H.P.Lovecreaft quasi si psicoanalizza, e anche riguardo questa opinione così prosaica che ha dell’amore prova a dare una spiegazione: “In effetti, suppongo che la mia opinione sia dovuta al semplicissimo fatto che ho la fortuna di possedere un’immaginazione ben più vasta delle mie emozioni”. Ma poi accade qualcosa di inaspettato. 30 luglio 1921. È ancora in una lettera a Kleiner che per la prima volta Lovecraft nomina Sonia Haft Greene: “Ha una mente acuta, ricettiva e ben fornita”. E ancora, il 3 ottobre 1921 ad Anne Tillery Renshaw, “Mrs G. è una persona estremamente raffinata e di rara intelligenza”. 21 giugno 1922, in una lettera all’amico Maurice Winermoe, Lovecraft racconta che Sonia ha stretto un rapporto di amicizia con le sue due zie materne (la mamma è morta da poco) ed è andata a trovarle a Providence. Per ricambiare la cortesia, poche settimane dopo, a luglio lui le fa visita a Magnolia. Per una decina di giorni i due fanno lunghe passeggiate serali sul lungomare, e durante una di queste serate Sonia prende l’iniziativa e lo bacia per la prima volta…

Forse non tutti sanno che “il solitario di Providence”, al secolo H. P. Lovecraft, oltre che prolifico scrittore e inventore di un mondo (e di un genere) che lo ha reso uno degli autori più amati di sempre, annoverabile senza dubbio tra gli intramontabili, è stato anche un vero e proprio grafomane. Pare scrivesse abitualmente fino a dodici lettere al giorno anche di cinquanta pagine ciascuna, per un totale di circa 100.000 delle quali restano 20.000 consultabili. Tra queste, lo scrittore ed editor per Einaudi Marco Peano, appassionato lettore di Lovecraft fin dai suoi quindici anni, fa un lavoro enorme e certosino per ricostruire attraverso un epistolario scelto l’unica relazione d’amore di quello che è considerato - senza timore di smentita – un vero misogino, fermamente convinto, Peano, che le lettere “gettino una luce inedita” sull’intera opera di un autore e per questo affascinato dai librettini della collana I Pacchetti de L’Orma. Una ricostruzione, però, realizzata attraverso le lettere del solo Lovecraft destinate ad amici e parenti (tranne l’ultima a Sonia); lei, infatti, dopo il divorzio – mai di fatto formalizzato – aveva trascinato in giardino il baule che conteneva le lettere di suo marito e gli aveva dato fuoco. Sonia Haft Greene era una sostenitrice della United Amateur Press Association (Associazione di scrittori e giornalisti dilettanti) di cui anche Lovecraft faceva parte ed è lì – a Boston nel 1921 – che i due si erano conosciuti. Misantropo misogino xenofobo antisemita reazionario e antidemocratico, dopo quattro anni dal loro incontro, il 3 marzo 1924 a New York Howard sposò Sonia, democratica, ebrea ucraina, di sette anni più grande, con una figlia. Colui che disprezzava l’amore e nella migliore delle ipotesi lo considerava una “battaglia persa”; l’uomo che non amava la modernità in nessuno dei suoi aspetti e in un certo modo viveva in un mondo tutto suo nel quale l’antichità era idolatrata tanto da utilizzare per sè definizioni e nomignoli che sottolineavano il suo sentirsi fuori tempo (“Nonno”, “Theobaldus Fantsticus”); l’asociale che si definiva “Non- Entità”, quest’uomo un bel giorno si innamora e scopre che c’è altro oltre le porte della sua casa a Providence. Un aneddoto curioso riguarda la prima notte di nozze che i due trascorrono a stenografare un articolo andato smarrito che Lovecraft doveva consegnare al “Weird Tales” perché venisse pubblicato il giorno dopo. Ma, complice la nostalgia della vita tranquilla di città, l’insofferenza per la caotica New York – “Tentare di vivere a New York mi ha portato quasi alla pazzia” -, le difficoltà economiche e la perdita del lavoro di lei (che di fatto lo manteneva) li condussero al divorzio dopo pochi anni di matrimonio. Scrive lui in una lettera: “L’olio torna all’olio e l’acqua all’acqua”. Conclude la piccola raccolta una lettera per niente romantica destinata a Sonia del 1922, nota come Lovecraft on Love (come dice il curatore “destino curioso per un individuo che, stando alla moglie, non aveva mai pronunciato ad alta voce la parola “amore”), della quale la donna confessò che certi passaggi fossero ciò che l’avevano fatta innamorare. Lovecraft muore a quarantasette anni nel 1937, Sonia verrà a saperlo soltanto nel 1945. Un altro piccolo, prezioso libriccino di questa collana deliziosa, imperdibile per ogni cultore appassionato di uno dei maestri assoluti dell’horror. Che, benché sopra le righe, per una volta soltanto, forse suo malgrado, è stato innamorato come tutti.



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