L’Imaginifico

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Il fatto di essere particolarmente piccolo di statura non gli crea alcun tipo di problema. In fondo, è una caratteristica che lo accomuna a celebri personaggi come Wagner, Chaplin, Lawrence d’Arabia e Freud, anche se quest’ultimo non rientra tra le sue simpatie, cosa tra l’altro ricambiata. Sul libretto militare alla voce altezza il numero corrispondente è 1,64, ma la realtà è ben diversa: dovrebbe essere riportato un numero inferiore, se pur di poco. Proprio da questa sua caratteristica fisica, tutto sommato amata, l’uomo ricava uno dei suoi primi pseudonimi più famosi, “Il Duca minimo”, usato per siglare gli articoli scritti per il giornale “La Tribuna” in qualità di cronista mondano. Ragazzo dal portamento elegante già all’età di vent’anni, Gabriele ha le fattezze di un uomo; un bel profilo, torace piccolo, fianchi larghi al punto giusto e gambe elastiche. Pesa circa sessanta chili il giovane ed è un fascio di muscoli. Gabriele è energico, dotato di buona salute e di grandissima autostima. Il credere fermamente nelle proprie capacità e nel proprio talento fa sì che il ragazzo prima e l’uomo dopo prendano la vita sempre di petto, lottando, azzardando e soprattutto non facendosi mai mancare aspirazione, competitività e importanti obiettivi da raggiungere. In verità, l’uomo non è mai contento di sé, mai felice per i risultati raggiunti, nonostante faccia credere il contrario. Anima tormentata, non accetta alcun tipo di rifiuto e di fronte a un no, è capace di scattare come fosse una molla. Le sfide lo entusiasmano, al punto tale da farsi sfuggire ogni forma di rispetto e di educazione pur di vincerle. Nonostante alcuni atteggiamenti discutibili, attira comunque le attenzioni e in qualche modo la sua figura viene sempre benignamente disegnata. Le donne lo adorano e all’età di trent’anni conquista una buona fetta di società, diventando così l’ospite fisso di diversi salotti. La sua voglia di piacere a tutti i costi e la caparbietà nel tentare di riuscirci lo rendono forte e capace di superare ogni tipo di ostacolo. L’uomo è fisicamente nella media e nonostante questo, si accompagna a donne nobili e di un certo fascino. Si fa fatica a capire come Gabriele D’Annunzio riesca a essere il personaggio e lo scrittore più amato e invidiato dell’epoca…

L’Imaginifico di Maurizio Serra è la biografia dettagliata e schietta di Gabriele D’Annunzio, in/con cui l’autore eleva all’ennesima potenza le caratteristiche di un personaggio che ha voluto fare della sua stessa esistenza una magnifica impresa. Una figura controversa quella dannunziana, originale in ogni sua sfaccettatura; personaggio singolare che fa suo ogni ambiente che sfiora. Si inserisce in politica, combatte da militare eroe, conquista ogni donna che incontra nonostante non abbia la prestanza fisica adeguata, ammalia e seduce, dispensa fascino pur non essendo affascinante. Persona odiata quanto amata e stimata: e anche chi ha parlato o scritto del Vate, si è schierato con lui o contro di lui. Serra ripercorre l’intera esistenza dello scrittore pescarese in maniera originale, rimanendo sopra le parti e non focalizzandosi su argomentazioni già in passato frequentemente trattate dai critici. Serra parla di un uomo, grandissimo scrittore, che nonostante i suoi modi di fare non sempre onorevoli non ha mai conquistato alcun decoro o favore danneggiando altri. Narra di un uomo che fa dei propri difetti fisici un pregio, che fa uso costante di droghe, specialmente durante la Grande Guerra. Serra scrive di una persona dallo sguardo imperscrutabile, dagli occhi attenti, dai quali traspare molta intelligenza, ma scarsa emozione. D’Annunzio non è bello, ma ci tiene ad apparire, tanto che rifiuta di portare gli occhiali in pubblico, cosa che sarà costretto a fare dopo l’incidente aviario in cui perde l’occhio destro. Un uomo dalla pelle color del latte, alla quale riserva attenzioni e una cura molto particolare: usa profumi, filtri e cosmetici con la stessa sapienza e abilità con cui cavalca e fa scherma. Un esteta D’Annunzio, dal guardaroba simile a quello del Principe di Galles, un superuomo che Serra mette a nudo con semplicità e rispettando la più acuta veridicità. L’opera è impreziosita da un inserto in cui spiccano immagini in bianco e nero del poeta, in compagnia di amiche o ritratto in luoghi da lui amati (foto concesse dall’Archivio Iconografico del Vittoriale di Gradone). Monumentale biografia dannunziana L’Imaginifico, settecento pagine ben scritte, in cui pur non schierandosi mai si evince l’ammirazione di Serra per il poeta abruzzese e la potente attrazione per il carisma che contraddistingue l’ambigua figura di D’Annunzio. Un uomo poliedrico il Vate, ed è proprio su questa poliedricità che Serra si sofferma con la sua scrittura lineare, semplice, non scontata e di signorile eleganza. Maurizio Serra, diplomatico e scrittore italiano, già noto per altre importanti biografie di successo come quelle che ritraggono Curzio Malaparte e Italo Svevo, consegna al lettore un’opera che conosce la sua prima pubblicazione in francese, libera da ogni giudizio e pregiudizio, capace di dare un’idea sana e obiettiva del poeta sacro, il profeta o l’immaginifico, alias Gabriele D’Annunzio.

 

 


 

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