L’importanza di essere Lucio

L’importanza di essere Lucio

Con l’intonazione simile all’avvio di un’arringa oratoria Lucio Apuleio promette al lettore il racconto di una favola che affonda le proprie origini nell’antica cultura greca. Con l’enfasi da imbonitore letterario garantisce che l’esito della lunga e intensa narrazione gli risulterà piacevole e divertente, ma a patto che egli sia disposto a seguirlo fino in fondo. Con la consumata dote di un ammaliante istrione avverte che, a causa della sua imperfetta dimestichezza con la lingua del “Quiriti”, il complesso spettacolo che si avvicenderà agli occhi del lettore potrebbe contenere espressioni del retaggio esotico. Ed è così che l’esito infausto di un esperimento che trasforma il personaggio in un asino, diviene pretesto per dare conto delle più strabilianti manifestazioni del campionario umano che di volta in volta utilizza i servizi dell’animale. La metamorfosi, infatti, investe solo il corpo ma non la mente del protagonista, che ha in tal modo l’opportunità di farsi testimone e cronista. Sotto la vaglia sodale di un cultore dell’arte della magia e del mistero, il mondo del sortilegio e dell’arcano, del mito e dell’immaginario, si avvicendano agli occhi attoniti e incantati del lettore, soprattutto nella lunga parte del testo dedicata alla vicenda di Amore e Psiche…

Ci piace sottoporre all’attenzione del lettore il presente testo di Franco Pezzini, studioso dei rapporti tra letteratura, cinema e antropologia con particolare attenzione agli aspetti mitico-religiosi e al Fantastico. Il suo volume costituisce di fatto un viaggio guidato attraverso la rilettura critica de L’Asino d’oro di Lucio Apuleio, unico romanzo in lingua latina giunto fino a noi in forma completa. Il percorso che si svolge all’interno del libro presenta molti piani di lettura e suscita nel lettore uno straordinario potere evocativo. Perché in quella ardita commistione di generi tessuta nel II secolo d.C. convivono ironia e satira, sussulti d’orrore e avventure oniriche, erotismo raffinato e fantasia imbarazzante. Nel condurci in tale vertiginoso labirinto Pazzini gioca con le combinazioni nascoste nel testo, a partire dal confronto tra fiaba e realtà, retaggio stilistico e contestualizzazione storico-culturale. Egli spara tutte le cartucce in suo possesso per svecchiare un testo senza età con un flusso stimolante di digressioni. Utili non solo ad approfondire la conoscenza e a stimolare e la lettura; ma a dimostrare una volta di più quanto l’opera di Apuleio sia depositaria dell’inconscio umano.



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