L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio

L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio
A Nagoya, in Giappone, cinque giovani ragazzi – due maschi e tre femmine – vivono un’intensissima relazione di amicizia che dura dai sedici ai vent’anni. Si tratta di uno di quei miracoli non rari, ma che tuttavia possono verificarsi soltanto in gioventù, quando il senso di appartenenza a un gruppo diventa un vero e proprio mondo chiuso, all’interno del quale trovi tutto ciò che ti è necessario: aiutarsi a vicenda nello studio, abbandonarsi alla condivisione di confidenze e sogni, parlare per ore di tutto e di niente sentendosi appagati e a proprio agio. Ognuno dei ragazzi ha un carattere e dei talenti ben definiti, tutti – nel loro cognome – hanno un colore, meno Tsukuru, il cui cognome è addirittura “incolore”. Egli, a differenza degli amici, si considera una persona vuota e noiosa, mediocre: la sua unica passione sono i treni e le stazioni. Al momento di scegliere l’università Tsukuru è l’unico a trasferirsi a Tokyo per studiare Ingegneria, ma appena torna a Nagoya si precipita dagli amici. Al secondo anno di studi, però, con una fredda e laconica telefonata, uno dei ragazzi gli comunica che non deve farsi più vedere: è stato escluso dal gruppo senza ragioni e spiegazioni. La vita di Tazaki Tsukuru va in pezzi e per un anno intero egli vive come stordito in una sorta di limbo, desiderando solo la morte…
Questa volta Murakami, a differenza di quanto aveva fatto nel maestoso 1Q84, non allestisce universi popolati da due lune e da misteriose e malefiche creature, ma decide di rivolgere il suo occhio di romanziere sopraffino ai paesaggi – altrettanto cupi e insondabili – dell’animo umano, proprio come aveva fatto con uno dei suoi romanzi più riusciti, Norwegian wood. Anche qui, dunque, uno sconquasso emotivo sconvolge la vita del protagonista, che solo dopo quindici anni e grazie all’aiuto di Sara, la donna che ama, decide di affrontare il passato cercando gli amici di un tempo nel tentativo di trovare risposte a interrogativi che ancora bruciano come ferite aperte. Cosa fanno e come sono diventati quei ragazzi e quelle ragazze? Quali segreti a loro volta nascondono? Saranno disposti a incontrare Tazaki? E, soprattutto, lui riuscirà ad affrontarli di nuovo dopo tanto tempo? Un romanzo a mosaico, montato alternando il presente a flashback sul passato, all’interno del quale si ritrovano ancora una volta i riferimenti al cinema e alla musica (questa volta è Franz Lizst a far da pretesto narrativo con il suo brano Anni di pellegrinaggio) e tutti gli altri elementi stilistici che hanno reso Murakami Haruki uno degli autori più amati e “riconoscibili” del panorama letterario internazionale.

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