L’indice degli assenti

L’indice degli assenti

Lorena è bella. Mentre dorme il suo profilo è puro e sinuosa è la linea del suo corpo disteso sotto il lenzuolo. Lorena vive da sola in un appartamento che i genitori le hanno regalato. Si trova in un quartiere nuovo, situato fuori città. Privo di servizi e di punti comuni di aggregazione, tuttavia per Lorena quel luogo è un rifugio dove poter essere davvero se stessa. Per questo, al termine di una serata un po’ noiosa nel consueto locale che frequenta, invita un gradevole giovanotto appena conosciuto a proseguire la conversazione a casa sua. Lorena ignora che cosa accadrà, ma, se pur le sue aspettative non sono eccezionali, spera in un gradevole finale… Luke e George appartengono alla stessa squadra, della quale il primo è il capitano, un capitano strano, “votato a distruggere le cose belle”… Matt ha appena finito il suo turno in fabbrica. È stanchissimo e non vede l’ora di tornare a casa per stendersi sul letto a riposare, ma il suo telefonino vibra, un messaggio appare: è David che lo avvisa che farà tardi al lavoro. Il problema è che Matt non conosce e non ha mai conosciuto nessun David... Massimo sta malissimo, ha la testa pesante, la bocca riarsa ed è immerso in un bagno di sudore. È tanto esausto che a malapena riesce a bere un sorso d’acqua dal bicchiere che Andrea gli porge. In realtà Massimo non conosce Andrea e non si spiega per quale motivo ora costui lo stia assistendo e curando dopo aver fatto sparire dalla camera tutti gli alcolici e altre droghe che vi teneva... Sergio è morto e poi è rinato. Ma come può essere? L’uomo tenta di venire a capo dello strano fatto riandando alla sua trascorsa vita “normale”, alla moglie, ai due figli, al suo lavoro di responsabilità, alle sue giornate di persona perbene… Claudio si presenta in fabbrica perfino di domenica, eppure il suo è un lavoro pericoloso, che ogni giorno lo costringe a respirare polveri, resine e altri veleni contro i quali le misure di sicurezza non bastano… Pablo è un capo severo e misterioso. Chi lavora con lui non sa dove abiti, se abbia moglie, figli, che cosa faccia fuori dal locale in cui tiene sotto controllo una squadra di ragazzotti dalle motivazioni instabili e superficiali…

Se il numero sette è considerato quello della filosofia e dell’analisi, ma anche della solitudine e della completezza, allora si adatta alla natura dei racconti di questo libro. Si tratta infatti di sette racconti brevi che raccontano le vicende di altrettanti protagonisti, tra il grottesco e l’improbabile, eppure, in qualche modo, molto veri. I personaggi che popolano queste pagine sono, appunto, gli “assenti” del titolo: esseri umani che si sforzano, o forse fingono, di vivere, accettandola, in una quotidianità che non li appaga. Estranei a se stessi e spaesati nel tran tran giornaliero, cercano di ricavarsi uno spazio per una vita “altra”, non sempre in modo limpido e chiaro. Come avviene su un palcoscenico quando il sipario si apre e chi recita è, insieme, se stesso, un altro e nessuno, perché ciò che gli importa è di acquistare vita, spessore e significato per la platea degli spettatori. Nessuno in queste storie è buono e umano fino in fondo. Odio e amore, vendetta e ossessione, volontà di distruggere e impulsi dal profondo si alternano, talvolta in modo fin troppo insistito. Una parziale giustificazione a questo schematismo sta forse nel fatto che L’indice degli assenti è il primo libro scritto da Paolo Scandale, giovane giornalista che vive fra Milano e Parma.



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