L’ineffabile Antrobus

L’ineffabile Antrobus
In occasione della festa della Liberazione gli jugoslavi, per dimostrare la loro efficienza in materia di treni, come tradizione invitano tutto il corpo diplomatico ad un viaggio da Belgrado a Zagabria. Il viaggio non produrrà  però gli effetti desiderati dal governo slavo, ma metterà gli illustri ospiti in situazioni pericolose, fortunatamente senza vittime, tanto che l’anno successivo tutti troveranno delle scuse più o meno plausibili per declinare l’invito...  Un ambasciatore ligio alla tradizione britannica - anche lessicale - si fa influenzare dallo slang americano, suscitando il biasimo dei diplomatici di Sua Maestà, che arrivano a dire di aver assistito alla distruzione morale di un ambasciatore... Scopriamo inoltre che i dettagli in diplomazia - dettagli apparentemente insignificanti, piccole disattenzioni -possono essere tanto dannosi da avere conseguenze disastrose. Ma cosa dovette ingoiare l’ambasciatore della Regina per ottenere dai Legnaioli Serbi la fornitura di legname? Di fronte ad un’accozzaglia di rozzi sindacalisti un politico raffinato potrebbe provare un forte disagio… Per i membri del personale diplomatico e i loro familiari un giornale in lingua madre anche in trasferta è molto importante, ed  il “Central Balkan Herald” svolgerebbe un ruolo essenziale se a dirigerlo ma soprattutto a redigerlo non fossero le sorelle Bessie ed Enid Grope: titoli con refusi mozzafiato sono all’ordine del giorno, tipo “Il Balkan Herald tiene palta la bandiera britannica”, “Bacia una donna in luogo pubico, multato sottosegretario”… E ancora: quello dell’addetto stampa è, nel mondo della diplomazia internazionale, uno dei compiti più delicati, ma spesso non è considerato come meriterebbe. Probabilmente pochi sanno che la quasi totalità dei funzionari che hanno svolto tale incarico, al termine della loro carriera, non erano tanto in sé: per esempio Edgar A. Ponting - che già all’inizio ‘non c’era proprio tutto con la testa’ - una volta trasferito a Belgrado per essere di “valido aiuto” diede prova soprattutto del suo amore per l’alcool e i divertimenti, combinandone di tutti i colori…
Tante storie, aneddoti, quadri di costume, situazioni esilaranti e a tratti imbarazzanti vissute da ambasciatori e personale del Foreign Office, il blasonato corpo diplomatico britannico. Spaccati di una società che si muove tra gaffe, lusso, alcool, vizi, virtù e personaggi equivoci di ogni genere. Narrato in prima persona da un uomo che ha lavorato a fianco di Antrobus, consumato diplomatico inglese, il volume ripercorre con brio parte della storia del costume e della società al tempo della seconda guerra mondiale. Questi schizzi di vita nati dalla penna del narratore e poeta Lawrence George Durrell  sono stati pubblicati originariamente sui periodici “New Statesman”, “Playboy” e “Sunday Times” e solo successivamente raccolti in volume, sono già apparsi in Italia negli anni scorsi in ordine più o meno sparso per Feltrinelli, Garzanti e Fazi, ma tornano oggi in versione integrale, con una nuova traduzione e una veste editoriale minimale ma elegante . Esattamente come eleganti sono questi aneddoti, scritti in modo graffiante e immediato e capaci di regalare al lettore un divertente viaggio tra ambasciate e ricevimenti. 

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER