L’ingegnere in blu

L’ingegnere in blu
Nel corso degli anni Cinquanta, quando ancora il successo di Quer pasticciaccio brutto de via Merulana non lo aveva ancora innalzato agli onori della critica e Carlo Emilio Gadda veniva perlopiù percepito come un modesto scrittore umorista, le più giovani generazioni avevano già individuato nell’Adalgisa e in Novelle dal Ducato in fiamme qualità tali da ritenerlo il maggiore autore italiano contemporaneo. La sua indole ritrosa e riservata, ingessata nell’apparenza vecchio stile di un impeccabile abito di colore blu, fa di lui un uomo solo, eccentrico e refrattario al gioco sociale in cui un consorzio umano omologante che si sollazza all’ombra fatua della mediocrità. Le fissazioni traumatiche provocate dalla Grande Guerra gli impediscono di fare ritorno alla vita civile senza avvertirne tutta la sua drammatica precarietà. Nemmeno il raggiungimento della fama, ottenuta dopo la pubblicazione del Pasticciaccio, lo vede coinvolto dalla solennità degli eventi. L’ombrosità si tramuta in angustia, la refrattarietà volge in angoscia. L’ingegnere si rinchiude tra le mura domestiche per respingere l’invadenza del sottobosco pseudoculturale romano, il contatto con i media e con l’attualità…
Di quella giovane generazione che negli anni Cinquanta proclamava la propria ammirazione per Carlo Emilio Gadda faceva parte anche Alberto Arbasino. Insieme con Giovanni Testori e Pier Paolo Pasolini, egli venne definito addirittura “nipotino” dell’ingegnere in blu per le molteplici caratteristiche che ne accomunano la scrittura. Ne troviamo rispondenza anche in questo delizioso libro che costituisce un autentico tributo alla vita e all’opera di Gadda, in cui Arbasino si accosta a lui dalla prospettiva ravvicinata di chi gli è stato amico e sodale. Dalla miniera di ricordi personali, frammenti di dialoghi, burle, pettegolezzi e acute ricostruzioni, emerge il profilo affascinante di uno scrittore rivoluzionario travestito da commendatore o professionista, delineato con passione e rispetto come a un grande personaggio di romanzo. Personaggio su cui si riflette e si sovrappone a tratti la figura dell’autore stesso, anch’essa travasata in una scrittura caratterizzata da una eclettica commistione di ironia dolorante e verecondia esplosiva, di citazioni dissimulate e di divaganti digressioni.

 

 

 

 
 
 
 
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