L’iniziazione di un uomo

L’iniziazione di un uomo
Martin Howe è un soldato americano, autista di ambulanza durante la Prima guerra mondiale. Insieme ai compatrioti sperimenta cosa voglia dire vivere in prima persona la guerra di trincea e quali siano i veri problemi dei soldati in quel conflitto. Ogni giorno si trova davanti compagni morti, bombardamenti, scariche di mitra. Ma non solo. La guerra è anche fatta di qualche viaggio a Parigi, in mezzo a donne che vogliono godersi la vita, locali in cui si balla, si beve vino in allegria e non si pensa al futuro, che sembra essere ogni giorno più cupo…
L’esordio narrativo del grande narratore americano è una raccolta di impressioni e di flash sul primo conflitto mondiale che spiazzano per lucidità e capacità di raccontare il vissuto in prima persona. Le vicende sono narrate con una forza narrativa ancora acerba, che presenta però dei punti eccelsi (tra gli altri: “Le bugie sono come un succo appiccicoso che ha invaso tutto il mondo, una viva e crescente carta moschicida dove vanno a impigliarsi le ali di ogni anima… e poi, i piccoli inermi ronzii della gente onesta [...]; non ti pare il loro discreto brusìo lo stesso delle mosce quando restano impigliate nel vischio?”). Un j’accuse contro ogni tipo di conflitto, a livello di quello che negli stessi anni stavano scrivendo Hemingway e Remarque. Un preludio ad una carriera di successo e un monito per le generazioni successive, che purtroppo non hanno colto il messaggio. Da leggere. Ripetutamente.

 

 

 

 
 
 
 
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