L’insegnante di astinenza sessuale

L’insegnante di astinenza sessuale
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Insegnare Educazione sessuale nel liceo di Stonewood Eights, Stati Uniti d’America, può risultare una faccenda maledettamente complicata se gran parte degli alunni appartiene a una congregazione religiosa, rigida e fondamentalista come quella del Tabernacolo, animata dall’integerrimo e severissimo pastore Dennis. Ne sa qualcosa Ruth, che insegna – appunto – proprio la materia che i membri del Tabernacolo vedono come il fumo (del demonio) negli occhi. Ma Ruth, donna divorziata e madre di due figlie adolescenti, è una che sa il fatto suo, una convinta che “il Piacere fosse il Bene, la Vergogna il male e la Conoscenza fosse potere.” La sua opera di demistificazione del falso moralismo cristiano, non arretra di un millimetro nemmeno quando la pallida e solitamente taciturna Theresa McBride dichiara che il sesso orale è schifoso e che “tanto vale baciare con la lingua la tazza del bagno”. Ruth, pacatamente, rassicura la sua allieva e dichiara di fronte alla classe: “Be’, da quel che ne so sul sesso orale, c’è a chi piace”. Da quel momento in poi la vita professionale e personale di Ruth è destinata inesorabilmente a cambiare. Nella sua esistenza entreranno personaggi come JoAnn Marlow, sexy e puritana allo stesso tempo, impegnata a divulgare fra gli allievi del liceo la bellezza dell’astinenza sessuale e le virtù della verginità prematrimoniale. Ma, soprattutto, nella vita di Ruth entrerà Tim, l’allenatore di calcio di una delle sue figlie, ex musicista rock, sexy da morire, ma purtroppo anche uno dei membri più attivi e motivati del Tabernacolo…
Con uno stile vivace e un ritmo incalzante da commedia, Tom Perrotta confeziona una storia originale e divertente che fa riflettere il lettore su un tema serissimo, quasi da scontro di civiltà. Laicismo vs Religione, Autodeterminazione vs Dogma Rivelato e, almeno questa è stata la mia lettura del romanzo, Intelligenza vs Stupidità. Attenzione: non nel senso che chi abbraccia la religione sia uno stolto, per carità. La fede è una cosa troppo misteriosa e personale per poterci ironizzare sopra. A essere guardati con ironico sospetto nel libro di Perrotta, sono quei predicatori americani, superficiali quanto teatrali, che si sgolano dai pulpiti (o dai canali televisivi) e irretiscono la povera gente con metafore semplici e trite, promettendo gioia, vita eterna e risoluzione dei problemi hic et nunc. Fortunatamente l’ex tossico Tim, costretto ad abiurare i Grateful Dead, a rinunciare persino alle birre e autoconvintosi che la cosa migliore per lui sia sposarsi con una devota della sua chiesa, aprirà finalmente gli occhi non certo grazie alla Bibbia o al pastore Dennis ma grazie all’amore di Ruth, alla sua imperfezione, alla sua meravigliosa, irrinunciabile e umanissima condizione di peccatrice, dimostrando così che ci si può redimere da tutto, perfino dalla religione.

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