L’intenso calore della luna

L’intenso calore della luna
Traduzione di: 
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 

Da un momento all'altro la vita può cambiare. È una cosa risaputa ma che preferiamo fingere di ignorare. Bastano e avanzano le preoccupazioni di tutti i giorni. Se ci lasciassimo avvilire anche dal pensiero di ciò che potrebbe capitarci all'improvviso saremmo sempre in preda all'ansia. Eppure, l'idea che tutto quel che sembra sicuro e solido possa svanire da un momento all'altro è un concetto che dà una certa ebbrezza. Conviviamo con questo sottile presentimento che ci ronza in testa come una zanzara, ma preferiamo affidarci all'illusorio convincimento che la vita dispensi giorni e serate tutti uguali, preferiamo credere che la nostra esistenza sia un fiume tranquillo e prevedibile. Quando sentiamo parlare di qualche incidente, ci afferriamo alla convinzione che a noi non potrà mai accadere nulla di simile. Ma in realtà, chi siamo noi per esserne così sicuri? Prendiamo Emma, per esempio. È al volante della sua macchina, in Nicaragua. Indossa un paio di grandi occhiali da sole alla moda. Sembra assorta nella guida. Le mani sul volante sono affusolate e ben curate. Sulla sinistra porta la fede, insieme all’anello di fidanzamento con il diamante. Eppure il suo sguardo fisso inganna: pare che Emma stia guardando la strada, ma in realtà sta guardando dentro di sé. Sono quattro giorni che aspetta le mestruazioni, e queste non arrivano. Emma è una donna precisa. Il suo ciclo è sempre puntuale, ogni trenta giorni, e siccome lei conosce perfettamente i ritmi del suo corpo, il giorno designato, quando esce dalla doccia si mette un assorbente. Poi, immancabilmente, verso mezzogiorno l’una, sente l'umidità e sorride tra sé. È molto soddisfatta della puntualità delle sue mestruazioni e della sua capacità di prevederle…

La luna ‒ è uno di quei casi non troppo infrequenti, in fondo, in cui la saggezza popolare trova suffragio nella scienza, e viceversa – certo ha un influsso sulla vita sulla terra, non foss’altro perché è la nostra ancora gravitazionale che ci evita di finire liquefatti nel sole senza passar nemmeno dal via, come quando si va in galera a Monopoli. Poi, certo, qualcuno ci vuole vedere del romanticismo, e non è il caso di disilludere nessuno, per carità. Non sta bene, non si fa. Ma è chiaro che, per dire, le maree abbiano una connessione col nostro sdegnoso satellite che ci mostra sempre una faccia sola, con buona pace dei Pink Floyd. E la luna è tradizionalmente legata all’universo femminile, al ciclo naturale della sua esistenza: difatti la protagonista del romanzo di Gioconda Belli ‒ che ha scritto opere molto più interessanti, innovative e brillanti di questa, a cui comunque va riconosciuta una invidiabile e rara fluidità di lettura pur nella prevedibilità di fondo ‒ è una donna. Emma. Una che come tante, troppe, si è messa per bontà da parte per gli altri. Che l’hanno data per scontata. Perché sminuirsi non può far mai, in nessun modo, sentire meglio qualcun altro. Quantomeno, non deve essere così. E pertanto un evento improvviso, abbinato in realtà a un altro che prima o poi non poteva non accadere, a meno di morir giovanissima, come la menopausa, la spinge a cambiare rotta, a prendere nuovamente in mano la sua vita, a riscoprire piaceri sopiti nella vacuità dell’abitudine. Peccato che questo messaggio così bello, forte, importante, di autodeterminazione appaia un po’ troppo diluito in un’abbondanza di situazioni poco sorprendenti.



 

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER