L’inverno della cultura

L’inverno della cultura
È un rigido inverno quello che imperversa in questo tempo sul mondo della cultura. Da luoghi deputati alla conservazione e alla trasmissione delle opere d’arte che hanno segnato il cammino della nostra civiltà, i Musei sono sempre più degradati a miscugli di scialba modernità e di ininfluente minimalismo. Contenitori asettici in cui vengono allineate opere decontaminate dalla tradizione passata, assembramenti di ricchezze decontestualizzate in irriverente accostamento a immonde creazioni di epoca contemporanea, “dove la fascinazione dell’orrore e quella della bellezza hanno in comune solo l’ignoranza della loro causa” Il mercato dell’arte, in tempo regolato da un virtuoso rapporto tra direttori di gallerie e avveduti collezionisti, è divenuto un mero meccanismo di arida speculazione finanziaria tra poche case d’aste e un largo pubblico di ricchi e incolti. Consacrata al rito mondano della sua riproducibilità l’opera si spoglia dell’aura di sacralità e assume sembianze che la rendono ubiquitaria e funzionale all’attrazione di una vasta platea di bassa cultura e popolata di selvaggi abitanti di un modo irrimediabilmente votato al decadimento…
Dall’inverno della cultura ci soccorre intanto la pubblicazione di questo nuovo pamphlet audace e sincero del noto intellettuale francese Jean Clair, già conservateur del Centre Pompidou, direttore del Musée Picasso e della Biennale di Venezia in occasione del Centenario. L’eleganza sapiente e vibrante dell’argomentare culla il lettore lungo le pagine, benché l’autore con gentilezza sovrana ma precisa individua e osteggia il tarlo di una modernità che cresce e corrode da dentro il culto aureo dell’arte, facendola svaporare e trasformandola nell’ombra di se stessa. Maliosa e seducente la sua vis polemica insegue la regressione culturale sempre più diffusa anche tra coloro che se ne ergono a paladini. Grande alchimista della parola, come solo sanno fare i francesi, Jean Clair si affaccia sul presente ammorbato da un pessimismo antropologico, ma con il desiderio estenuato e tortuoso di riportare la vera identità della cultura verso la luce, fuori dal buio tunnel dell’epoca in cui viviamo. Chiunque non intenda ancora rassegnarsi troverà in questo testo stimoli a cui aggrapparsi.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER