L’inverno di Frankie Machine

L’inverno di Frankie Machine
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San Diego. Frank Machianno si alza presto, ogni santo giorno. La sua sveglia trilla alle 3.45 del mattino e Frank segue sempre il solito rituale: fare la doccia, radersi la barba, lavarsi i denti. Nell’andare in cucina accende lo stereo, diffondendo nelle casse le note della Bohème. Immancabilmente, si commuove. Beve caffè appena tostato, accompagnato da bagel alle cipolle con un uovo al tegame. Frank ha sessantadue anni e dovrebbe badare al colesterolo, così come Donna gli ricorda sempre, ma le passioni sono passioni e Frank a quelle non vuole rinunciare. Mentre il caffè sta cuocendo, utilizza quei pochi minuti per vestirsi, perché il tempo è prezioso. Ogni singolo secondo della giornata lo è. Prende il caffè, il sandwich all’uovo, spegne lo stereo e poi esce. È inverno a San Diego, e fuori fa un freddo a cane. Ma a Frank non dispiace arrivare al molo quando non c’è nessuno in giro e non gli dispiace nemmeno aprire il suo negozio di esche mentre i primi pescatori già lo stanno aspettando. Poi, attenderà quel magico momento della giornata che è l’Ora dei Gentiluomini, quando i giovani stanno al lavoro e le onde dell’oceano resteranno a disposizione di quelli che non hanno fretta e si faranno cavalcare con una tavola da surf nel più classico degli stili. Ma non è tutta qui la vita di Frank Machianno. Per mantenere una moglie separata e una figlia che vuol diventare dottore, Frank commercializza anche prodotti ittici nei ristoranti del centro e poi segue una piccola attività immobiliare. Pignolo, puntiglioso, preciso e attento, è una garanzia per chi fa affari con lui. La sua vita è una routine, e a lui questo non dispiace affatto. Al tramonto torna a casa e tutto ricomincia d’accapo. Solo che questa sera accade qualche cosa. Alla sua porta due giovani lo stanno aspettando. A quanto dicono, un vecchio boss ha bisogno di chiedergli un favore e quando uno della mala ti chiede un favore, intende darti un ordine. Frank Machianno sa che non può rifiutare, anche se questo significa rientrare nel giro e tornare a essere quello spietato killer che tutti conoscevano come Frankie Machine…

Da qualche parte ho letto che di questo libro s’era parlato di farne un film con De Niro. Non c’è da meravigliarsi, perché la trama è a dir poco perfetta così come Winslow l'ha pensata e poi distesa sulla carta. Frankie racconta il suo crudele inverno, forse l’ultimo, la sua sconfitta che è già una sconfitta ancor prima di venir impallinato da qualche giovane affiliato, che dei vecchi metodi non conosce niente, che non sa nulla delle regole d’onore e dei modi per agire e uccidere. La sua lunga esperienza gli salverà forse la pelle, ma in cuor suo sa già che ormai la vita, la sola che ha amato veramente, è finita nel momento in cui il suo nome è stato pronunciato da qualcuno della mala. Non rimane che da capire chi lo voglia morto tra i molti nomi che hanno costellato il suo passato violento. Costruito con incastri precisi, sincronizzati per scorrere via lisci, questo è il romanzo perfetto per giornate fredde e tempestose, dove si ha tutto il tempo necessario per seguire la fuga di Frank attraverso lo stato della California. Va bene, a volte questo sessantenne brizzolato potrebbe apparire logorroico, ma non è poi un grosso difetto, considerando la sua posizione delicata. Quando alle calcagna hai qualcuno che ti vuole morto, ti fai parecchie domande. C’è un momento, nel libro, durante il quale l’oceano che si gonfia di onde grandi e possenti diventa una metafora della vita di questo killer, che non potrà mai smettere di essere tale. Il suo cupo e profondo brontolio non smette di agire durante tutta la fuga di Frankie ed è questo un dettaglio da non sottovalutare. Perché ti fa capire una certa profondità di sentimenti che l’autore ha voluto di sicuro trasmettere al lettore, evitando di proseguire col la pura tensione narrativa data dal thriller. E su questo ci scommetterei qualche cosa. È un romanzo che ho apprezzato, perché ti dice cose importanti, nonostante a pochi metri colpi sparati a bruciapelo freddino uomini, che cadono immancabilmente in una pozza di sangue e vetri infranti.



 

 

 

 
 
 
 

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