L’invisibile

L’invisibile

Una megalopoli occidentale come tante. All’interno di un appartamento, una coppia vive momenti di intimità comuni a tutti: la donna è sotto la doccia mentre l’uomo giocherella con un palmare, seduto su un letto in una stanza in penombra. Hanno appena parlato di famiglia: la donna è incinta. L’uomo però sa in cuor suo che non può restare, non può fermarsi mai, dato che la sua vita si gioca sul filo del rasoio. Il suo vero nome è Alessandro Mari ma Lisa, che fa la barista, lo conosce come Marco. È un “invisibile” perché lavora in un’agenzia che si occupa principalmente di traffici illegali sotto copertura. Alex spiega alla sua compagna, senza tanti rimorsi, che deve lasciarla ma che tutto il suo patrimonio le appartiene e se dovesse mai sentirsi in pericolo può rivolgersi alla sua agenzia e chiedere di Angela Sanna, il suo contatto più fidato. Di solito l’invisibile evita appositamente qualsiasi tipo di legame affettivo sia nel suo ambito lavorativo che nella vita reale. Non ha amici e può contare solamente su se stesso. È cresciuto in un collegio, senza l’affetto dei genitori e come unica figura di riferimento quella del segretario del padre Alfredo. Il dubbio però si è oramai insinuato nella mente di Alex, dato che la voglia di normalità e di avere una famiglia come tutti è molto forte. Il piacere di uccidere per conto dell’agenzia fondata dal Capo, ossia proprio suo padre, è però altrettanto attraente. Alex, in seguito, sceglierà una sorta di compromesso, seguendo e proteggendo la sua famiglia a distanza. Dal suo passato però ritorna un personaggio senza scrupoli che farà di tutto pur di ottenere vendetta per un torto subito, anche minacciare la vita di suo figlio…

Con L’invisibile Barbara Fortuna, scrittrice vicentina esordiente e avida lettrice di thriller, è riuscita a dare vita a un mondo molto convincente in cui il confine tra bene e male è labile e tutto si confonde. Come disse Oriana Fallaci nella sua intervista a George Habash, “(…) è difficile giudicare l’operato di un uomo quando bene e male si confondono e si alternano”. La vita di Alex ne è un esempio lampante. Una vita abitata da esseri invisibili inserita in un contesto in cui il denaro può tutto, tranne placare la sete di vendetta. Il romanzo ha una forma corale, in cui ogni capitolo dà voce alla coscienza di uno dei personaggi. Punti di vista diversi sulla vicenda che riescono a rappresentare alla perfezione le sfaccettature dell’animo umano. La prosa è scorrevole e fluida e le descrizioni accurate degli stati psicologici dei personaggi assumono i contorni del romanzo noir. Il finale, poi, è totalmente sorprendente e inaspettato. Un ottimo esordio sul delicato argomento della fascinazione del male che certamente merita un seguito.



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