L’isola del tesoro

L’isola del tesoro
“Quindici uomini sulla cassa del morto, yo-ho-ho, e una bottiglia di rum per conforto!”. Era questa la canzone che a volte fischiettava e canticchiava quello stravagante uomo di mare che si fermò per diverso tempo all’Ammiraglio Benbow, la locanda che mia madre e io gestivamo. Il suo volto e la sua anima, corrose dal troppo rum e dalla salsedine, incutevano timore e rispetto, ma nei miei confronti quello strano individuo si è sempre comportato bene. Schivo e sempre molto attento a chi si muovesse nei paraggi, sorvegliava un grosso baule, il suo unico bagaglio in quel soggiorno, appoggiato in un angolo della stanza. In quel baule c’era qualcosa che mi avrebbe portato verso la più grande avventura della mia vita, ma io ancora non lo sapevo…
Se c’è un libro da inserire obbligatoriamente nei programmi scolastici per invogliare gli studenti alla lettura è proprio L’isola del tesoro. Scritto nel lontano 1883 da Robert Louis Stevenson, uno che per quanto concerne la sottile e sempre meno diffusa abilità di conciliare intrattenimento e limpidezza stilistica non ha nulla da invidiare a nessuno, è entrato di diritto fra i testi chiave della letteratura d’avventura. Le rocambolesche vicende del giovane locandiere Jim, del nobile Trelawney, del capitano Smollett e del dottor Livesey, alle prese con gli ammutinati guidati dall’ambiguo e machiavellico Long John Silver, pirata privo di gamba e con un bizzarro pappagallo sulla spalla, sono state oggetto di molteplici adattamenti filmici e riduzioni letterarie ma solo misurandosi con il testo originale si può apprezzare in pieno lo spirito vitale e burrascoso di quest’opera. La ricerca del tesoro del Capitano Flint aguzza l’ingegno di tutti i personaggi e il ritmo sostenuto della narrazione non può non invogliare perfino il lettore più pigro a voltare pagina. In un periodo in cui le avventure piratesche hanno tratto nuova linfa dalla saga cinematografica de I pirati dei Caraibi e dal serial TV Black Sails (spin-off proprio di questo romanzo), L’isola del tesoro rappresenta una tappa obbligata per chi non avesse ancora letto questo classico della letteratura d’avventura o, per chi l’avesse già letto, di salpare nuovamente e respirare a pieni polmoni l’aria del mare e il brivido della caccia al tesoro.

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