L’isola dell’angelo caduto

L’isola dell’angelo caduto

Quasi due anni trascorsi abbarbicati su quell’isola dimenticata, tra il frusciare delle camice nere che come segugi pattugliano i sottoposti al confino, il sibilo del vento che si insinua sotto le assi di legno marcito e la sensazione soffocante che qualcosa di sinistro agiti il mare che la cinge in una morsa. È il 1925 e il commissario è di stanza presso la Colonia Penale di Capo d’Angelo trascorre lì la sua vita incolore in attesa di un telegramma, una chiamata da Roma che non arriva. Intanto, il cadavere scomposto di un uomo giace a faccia in giù ai piedi di una rupe: non un pastore o un pescatore qualsiasi, ma niente meno che un fascista! E così, sotto un cielo nero come la fascia che avvolge il braccio del malcapitato Miranda, si è consumato non un incidente ma un delitto. Valenza ‒ un tempo brillante professore, anatomopatologo alla Regia università di Napoli ma ora costretto al confino ‒ ne è sicuro: l’uomo non è caduto per sbaglio sotto i fumi dell’alcol, qualcuno ha buttato giù il suo cadavere. Ora sta al commissario indagare sul primo di una serie di inquietanti omicidi, commessi su un’isola ancora oscura e misteriosa…

Scivola via come olio sull’acqua la scrittura di Carlo Lucarelli, poi all’improvviso ti si impiglia in gola e si coagula in un groppo nodoso e ruvido, di quelli che fai fatica a mandare giù perché ti graffia le corde vocali. Ponderata, elegante, ma anche torbida e cruda è la lingua dello scrittore parmense, a suo agio come un’ombra scolpita sulla roccia aspra di quella fortezza in mezzo al nulla. Un guscio vuoto in cui i rigurgiti del primo “eroico” fascismo fanno fronte comune contro i pochi dissidenti. Un villaggio che è uno sputo in mezzo all’acqua spumosa, in cui si agitano inquiete anime femminili: la viziosa moglie dell’inglese, la servetta per nulla innocente, la sperduta Hana ossessionata da una canzone. Su questo onirico sfondo abitato da fascisti di vittoriniana memoria, si consumano strani omicidi: sarà stato il farmacista dissidente o piuttosto il federale? O magari il misterioso inglese che su un’altra isola in un tempo non lontano, ha conosciuto i riti erotico-satanici dell’occultista Aleister Crowley? L’indagine si snoda lungo l’arco di cinque giorni che sembrano dilatarsi fino a perderne la cognizione. “(…) Aveva pensato che lui, uomo di scienza e di raziocinio, vedesse in quegli incubi assurdi, che sembravano vomitati dalla notte più cieca dell’inferno, i mostri generati dal Sonno della Ragione”. Dal poliedrico scrittore e conduttore televisivo, un romanzo animato da personaggi che si muovono come spettri, divenuto nel 2011 anche un film per la sua regia. Venato appena di un afflato di erotismo cupo e febbricitante, L’isola dell’angelo caduto si rivela un noir dall’anima corrotta e dal sapore agro. Per i palati più esigenti del genere ecco un sofisticato intrigo con un tocco mistery, il tutto servito freddo su vassoio argento lucidato a specchio.



 

 

 
 
 
 

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