L’Italia populista

L’Italia populista
Si può concordare sul fatto che il populismo non si sia mai identificato in un tipo omogeneo di regime politico, che sia stato oggetto di formulazioni contraddittorie e che si sia incarnato in tendenze discordi. Ciononostante è innegabile come esso si abbia influenzato - e continui a farlo - la storia del pensiero politico internazionale, pur non possedendo tutti gli attributi tipici di un’ideologia e restando lontano da una chiara classificazione e determinazione definitoria, come lo sono il socialismo, il liberalismo e la stessa nozione di democrazia...
Questo L’Italia populista di Marco Tarchi, qui nella sua seconda edizione rivista e aggiornata, per spessore culturale e contenuti nozionistici è più vicino ad un saggio specialistico riservato a ricercatori e studiosi di scienza e storia delle dottrine politiche che al pubblico generalista. Come riportato nella quarta di copertina, l’autore cerca di comprendere quale sia stato il percorso politico che ha condotto il nostro Paese «ad impregnarsi di una dose così forte di populismo» dopo diversi decenni di tradizione democratica. In oltre trecento pagine viene sviscerata la storia sociopolitica italiana a partire dalla rivolta di Reggio Calabria fino a Beppe Grillo, passando per la fase “picconatrice” di Cossiga, Umberto Bossi, Achille Lauro e Silvio Berlusconi, con l’obiettivo di dimostrare come la patologia populista sia potuta diventare «una componente connaturata ai regimi democratici».

 

 

 

 
 
 
 
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