L’odore della carta

L’odore della carta

Siete bibliomani incurabili? “Se state leggendo questo libro, esiste la possibilità che non siate poi così diversi da Burroughs. E si dà il caso che possiate avere lo stesso problema: essere drogati. Siete stati venduti a un prodotto. Avete una scimmia aggrappata alla schiena. E quella scimmia è fatta di carta”. La carta accompagna ogni momento della nostra esistenza: libri, giornali, lettere, assegni, bustine da tè, carta regalo, carta per cucina...Tutti gli avvenimenti più importanti della nostra vita hanno a che fare con la carta: con essa si attesta la nostra nascita, la nostra morte, una laurea, un matrimonio o un divorzio. Viviamo davvero in un mondo di carta e un’esistenza senza di essa sarebbe inimmaginabile. Eppure quasi mai ci soffermiamo a riflettere su quanto lavoro ci sia dietro un oggetto fatto di carta e sulla storia di questo splendido, affascinante e sensuale materiale...

In un’epoca in cui ci si interroga quasi quotidianamente sulla scelta tra cartaceo e digitale e in cui la carta sembra ormai soppiantata dalle moderne tecnologie, L’odore della carta rema controcorrente ed offre preziosi - e talvolta divertenti - spunti di riflessione e di approfondimento (molte sono infatti le opere letterarie citate dall'autore, una sorta di percorso bibliografico che si dipana nel testo). Attraverso l'accurata e documentata esposizione di Sansom e il suo stile semplice e a tratti ironico, conosciamo le tecniche cartiere giapponesi di circa duemila anni fa e i metodi di produzione odierni (quasi interamente automatizzati), apprendiamo che una delle prime cartiere fu descritta da Herman Melville nel 1855 nel suo racconto Il paradiso degli scapoli e il tartaro delle zitelle e scopriamo divertiti che Tolkien stese passi de Il Signore degli anelli sul retro dei compiti in classe dei propri studenti, mentre Kipling era ossessionato da speciali blocchi di carta appositamente fabbricati per lui. Insomma in questo volume ce n'è per tutti i gusti, potrete persino imparare raffinate tecniche archivistiche per i vostri libri oppure scegliere di bruciarli come in Fahrenheit 451. Ma non dimenticate mai che “quando prendete in mano un libro o un pezzo di carta, ciò che avete in mano non è un'opera della natura né una proiezione mentale: è il prodotto di duemila anni di pressature, battiture, immersioni ed essiccazioni. É una testimonianza dell'industriosità e dell'ingegno umani. É un miracolo d'inconcepibile complessità”.



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