L’ombra di Edgar

L'ombra di Edgar
Autore: 
Traduzione di: 
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 

8 ottobre 1849. Quentin Hobson Clark è un giovane avvocato di Baltimora, città in piena ascesa dove “nessuno sembra povero” e il porto brulica di vita, mentre caffè, zucchero, ostriche e farina vengono scaricati dalle navi e caricati su treni che li trasporteranno in tutti gli Stati Uniti. Quella sera è atteso ad una cena organizzata dal socio Peter Stuart, cena durante la quale praticamente tutti si aspettano da lui – gliel’hanno fatto abbondantemente capire tra occhiolini, gomitate e allusioni nei giorni scorsi – che chieda la mano di Hattie Blum, la più affabile di quattro sorelle considerate le ragazze più graziose della città, la quale, conoscendolo e stimandolo sin da bambina, non attende altro. Ma la vista di uno strano funerale distrae Quentin dalle prospettive mondane: due carri funebri solcano la nebbia e parcheggiano in Fayette Street, ne scendono quattro o cinque persone che si caricano una bara scura sulle spalle e assistono a una funzione brevissima e molto fredda. Nemmeno un fiore, nemmeno una lacrima, nessuna attenzione alle poche parole pronunciate dal sacerdote. Profondamente turbato dallo spettacolo, il giovane avvocato quella sera dimentica di chiedere la mano di Hattie, suscitando la più viva costernazione in Stuart, che mentre i due tornano a casa lo rimprovera aspramente richiamandolo alle sue responsabilità. Il mattino dopo, Quentin legge sul giornale un trafiletto che lo getta nello sgomento: è morto Edgar Allan Poe. Il suo scrittore e poeta preferito, con il quale tiene una affettuosa e ammirata corrispondenza da circa quattro anni e al quale stava fornendo assistenza legale per l’apertura di una nuova rivista letteraria, “The Stylus”, per la quale Poe stava cercando finanziamenti. Le poche righe contengono molte imprecisioni, ma affermano che lo scrittore sarebbe morto lì, a Baltimora. E se il misterioso funerale fosse stato proprio il suo? Il giovane avvocato manda a chiedere conferma al becchino: sì, il morto era proprio Poe…

La tragica fine di Edgar Allan Poe è uno dei misteri più oscuri della storia della letteratura. Lo scrittore fu trovato agonizzante e delirante per le strade di Baltimora il 3 ottobre 1849 e morì il 7 senza riuscire a raccontare cosa gli fosse successo. Sulle cause cliniche del decesso a tutt’oggi non c’è accordo tra gli esperti, ma c’è un altro interrogativo senza risposta a monte: cosa diavolo faceva Poe a Baltimora? Era in viaggio da Richmond a New York e doveva fare tappa a Philadelphia: per quale motivo aveva cambiato percorso? Prova a immaginare una risposta Matthew Pearl, il mago dei thriller letterari, che fa muovere il suo protagonista tra Stati Uniti e Francia alle prese con un intrigo che dona alla morte di Poe un peso che all’epoca di sicuro non ebbe. Ma – fiction a parte – il lavoro di Pearl potrebbe aver contribuito alla storia della letteratura americana, perché lo scrittore afferma di aver rintracciato, durante le ricerche per il romanzo, una lirica della sconosciuta poetessa di Philadelphia Marguerite St. Leon Loud che descriverebbe il misero funerale di Edgar Allan Poe. Nella scrittura volutamente pomposa dell’autore de Il Circolo Dante i richiami alle opere e allo stile di Poe sono ovviamente tanti e hanno il sapore dell’omaggio commosso più che del pretesto o dello sfoggio. È questa tenerezza – che Pearl condivide con il protagonista del suo romanzo, innamorato dell’opera di Poe – a salvare il libro dal pericolo di risultare troppo cerebrale e studiato a tavolino.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER