L’onore dei Keita

L’onore dei Keita
Un omicidio efferato e un cadavere mutilato, quello di Bagayogo Adama, fatto fuori con svariate coltellate. Sono i primi dettagli dell’ultimo caso che deve affrontare il commissario Habib assieme al giovane Sosso, una storia misteriosa che conduce i due lontano dalla città, precisamente in un villaggio dal nome Nagadji, situato lungo il fiume Niger. Proprio di qui infatti è originaria la vittima e per questa ragione l’acuto Habib decide di fare un sopralluogo, cercando di scovare le ragioni di un atto così violento. Nagadji è un paese chiuso e ovattato in una realtà fatta di poteri occulti, oppresso dalla supremazia di famiglie disposte a combattersi in lotte quasi fratricide, considerando i legami di sangue che praticamente intercorrono tra tutti gli abitanti, tanto esiguo è il loro numero. Tutti sono discendenti di una antica stirpe nobile, i Keità: Bagayogo a quanto pare è invece il nome di un’altra casta ma in realtà vengono alla luce anche nel suo caso misteriosi legami parentali. Il tutto mentre il paese sta festeggiando il Grande Antenato. Un vero mistero, insomma,  visto che forse per la prima volta Habib inizia a dubitare del suo famigerato fiuto e teme di non riuscire a far venire a galla la verità che si nasconde dietro l’inquietante assassinio…
“È questo il male figliolo; gente che sguazza nel fango e abbandona ogni dignità riducendosi a implorare la generosità dei suoi simili che a loro non fanno neanche caso. E ogni giorno diventano un po’ più numerosi; presto buona parte degli abitanti di questa città sarà composta di mendicanti e senzatetto. Sarei ben contento quindi se mi spiegassi di quali mezzi disponi per proteggere la società da questo male”. Risponde così il commissario Habib al giovane sergente Sidibè che si è presentato a lui dicendo di aver scelto questo lavoro per proteggere la società dal male. Il male dell’Africa è intriso nella società, è un male congenito e questo romanzo lo indaga a fondo, lo sviscera e lo racconta al meglio, grazie allo sguardo lucido e disincantato di Habib, personaggio indimenticabile già protagonista  di altri romanzi di Moussa Konatè,  una delle voci più autorevoli dell’attuale letteratura africana.

 

 

 

 
 
 
 
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