L’opera-orologio

L’opera-orologio

Il Gattopardo è senza dubbio una pietra miliare della letteratura italiana e non solo, visto il fascino esercitato sui lettori di ogni età e di ogni luogo sin dal suo primo apparire e vista anche la straordinaria messe di riferimenti alla cultura europea, di cui l’autore, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, lettore sensazionale, era formidabile cultore e conoscitore. Sul finire di un decennio mirabile per l’arte della parola, nel 1958, un anno dopo la morte di Tomasi, un anno prima che si aggiudicasse la tredicesima edizione del Premio Strega, tre prima del centenario dell’Unità d’Italia, il più importante evento di quel contesto risorgimentale in cui si muove l’autore per realizzare il suo affresco, e cinque prima che ne venisse tratto un film colossale e magnifico a firma di Luchino Visconti, che vinse nientedimeno che la Palma d’oro a Cannes, Il Gattopardo compare in libreria e il successo è immediato: ognuno dei lettori, infatti, vi trova qualcosa di affascinante, ammaliante, coinvolgente, come la caratterizzazione degli ambienti, del tempo, dei personaggi, i dialoghi, le descrizioni, il messaggio fortemente politico e purtroppo sempre attuale legato a un’Italia che cambia ogni volta per non cambiare mai…

Maria Antonietta Ferraloro è docente e formatrice, cultrice della materia, si è addottorata in Storia della cultura ed è un’appassionata e preparata esegeta, che conosce bene l’opera di Tomasi di Lampedusa, non solo il suo celeberrimo romanzo, ma anche gli altri testi, alla luce dei quali riesce in maniera molto appropriata, semplice, chiara, approfondita, dotta e ricercata ad analizzare la trama del Gattopardo nelle sue caleidoscopiche e pluristratificate sfaccettature che lo connettono al suo contesto storico, politico, sociale, culturale, economico, linguistico e letterario. La metafora, o per meglio dire l’analogia, dell’orologio è da sempre molto presente nella storia della letteratura e della filosofia, ne hanno parlato, anche in relazione alla figura di Dio, Cicerone, Cartesio, Leibniz, Boyle, Hooke, Voltaire e Darwin, solo per fare qualche nome, e nel caso del testo della Ferraloro è particolarmente efficace, perché sintetizza l’essenza del messaggio, l’analisi di un’opera che è insieme figlia di una raffinata costruzione, ingranaggio per ingranaggio, ed emblema di un particolare momento, capace di segnare e definire il tempo.



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