L’opportunista

L’opportunista

Genova. Una fredda notte di novembre. Un uomo apre gli occhi e si sveglia. Le coperte sono calde ma quella non è la sola sensazione piacevole che l’uomo sta provando. Si culla infatti nel pensiero che in quel giorno, le cui prime luci sono ancora lontane data l’ora antelucana, diventerà un assassino. Dall’altra arte della città l’ispettore capo Renzo Parodi è immerso nei suoi pensieri su come la sua vita sia cambiata dall’arrivo in casa sua di Arianna. Sta proprio pensando come la convivenza sia a tratti molto complicata quando il suo vecchio iPhone 4 squilla all’impazzata. Il suo collega Salvatore Marotta lo informa di accendere immediatamente il televisore per dare un’occhiata alle ultime notizie. In piazza Leopardi, secondo alcuni testimoni oculari, un uomo su uno scooter si è accostato ad un’autovettura e ha esploso alcuni colpi di arma da fuoco, freddando sul colpo il guidatore. La vittima è piuttosto conosciuta: è il direttore della Kaufmann ed è rimasta coinvolta nell’attentato anche la moglie. Omicidi simbolici, che hanno avuto come bersaglio un’importantissima banca tedesca in un’Italia in crisi. L’attentato rappresenta la punta di un iceberg, l’inizio di un piano diabolico che porterà i due caparbi poliziotti fino a Milano. Gli omicidi subiranno un’escalation e Parodi e Marotta arriveranno anche a scontrarsi con i vertici della Polizia…

Giovanni Barlocco è un genovese purosangue, classe 1955. Dopo una carriera agonistica nella pallanuoto e nel teatro come regista, esordisce nella narrativa nel 2008 con il romanzo I delitti di Borgoglio. Il protagonista dei suoi romanzi è l’ispettore capo Renzo Parodi , genovese ma nato in Africa e di colore, simbolo vivente del mutamento delle nostre città al giorno d’oggi. I personaggi del romanzo sono ricchi di sfaccettature e molto ben tratteggiati, comprimari compresi. Degni di nota sono il vecchio anarchico, un appartenente alla cellula che rivendica l’omicidio, che per amore di giustizia decide di aiutare nelle loro indagini “gli sbirri”, nonostante il suo disprezzo per le autorità. Oppure la giovane infiltrata italo-cinese, Vanessa Demarchi. Ben scritti anche i dialoghi che ricordano una sceneggiatura. Il romanzo è ricco di colpi di scena e la storia prende sempre pieghe inaspettate. Non appena il lettore crede di essere venuto a capo di alcune verità, lo scrittore si diverte a scombinare le carte sul tavolo e offrire nuovi spunti di riflessioni e nuove piste investigative da seguire. Ennesima prova, dunque, molto convincente dell’ispettore Tibbs al pesto, immerso in un mondo di squali: una realtà in cui è difficile capire e distinguere chi sia realmente l’opportunista citato nel titolo e dove l’egoismo, più che un difetto, è diventato una consuetudine.



 

 

 
 
 
 

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