L’ora di lezione

L’ora di lezione
Qual è il ruolo di una istituzione come la Scuola in questo momento storico? Che possibilità e autorità ha, adesso che le difficoltà che vive si innestano in una crisi diffusa e senza precedenti del discorso educativo? Per analizzare il processo che ha condotto la Scuola alla deriva attuale è possibile individuare tre “complessi”, termine coniato da Carl Gustav Jung che in psicanalisi indica un insieme di contenuti psichici, capaci di orientare e condizionare i soggetti. La Scuola-Edipo descrive la situazione pre ’68, fortemente strutturata e verticalizzata:”L’apprendimento risponde al criterio autoritario e conformistico dell’obbedienza.[…] La Scuola-Edipo si fonda sull’alleanza tra genitori e insegnanti”. Come nel mito tragico si innesca inevitabile una dimensione conflittuale e verticale tra generazioni. Le contestazioni del ’68 e del ’77 segnarono quindi una stagione di rinnovamento ma “l’errore consistette nel finire per sostenere una versione solo puberale della libertà”, senza capire che i due elementi Legge e desiderio (inteso come istanza di libertà) non devono essere in antitesi perché la prima senza il secondo è sterile ma, viceversa, il secondo senza la prima è puro caos. Nella conseguente Scuola-Narciso il patto generazionale tra insegnanti e genitori è infranto, i genitori si alleano con i figli e gli insegnanti sono lasciati soli. La funzione educativa genitoriale è disattivata e il loro impegno è volto a eliminare gli ostacoli dalla vita dei figli perché il fallimento non è tollerato. La parola perde peso, prevale una cultura dell’immagine che permette un’acquisizione passiva. Le conseguenze sono devastanti per gli alunni, che appaiono appiattiti e clonati, e per gli insegnati che oltre ad un “processo di proletarizzazione economica” ne subiscono uno di “disintegrazione identitaria”. Ecco che Scuola-Telemaco “vuole restituire valore alla differenza generazionale e alla funzione dell’insegnante”; solo così reintrodurrà la Legge nel desiderio. Utopia? No, se gli insegnanti recupereranno consapevolmente la dimensione esemplificata da Socrate nel Simposio che, in breve, consiste nella erotizzazione del sapere e nella trasformazione dell’eroménes in erastés, ovvero dell’oggetto passivo in soggetto attivo dell’atto d’amore del sapere…
Sul lettino di Massimo Recalcati, noto psicoanalista lacaniano autore di numerosi saggi, un paziente illustre che versa in condizioni critiche, profondamente indebolito da ferite che minano l’intero tessuto sociale: la Scuola. Il saggio ha il pregio di non fare giri parole e illustrare in maniera netta e quasi spietata il percorso che l’ha condotta a questo punto, mettendo il dito nella piaga, ovvero nel cambiamento degli equilibri che ha esautorato la figura del genitore  e quindi quella dell’insegnante, e nella male intesa - e peggio gestita - istanza di libertà. Ovviamente a fronte di una Scuola che nel ’68 necessitava di cambiamenti. Recalcati non si limita a questa analisi e propone (in buona sostanza però senza suggerire nulla di particolarmente originale) la semplice soluzione: “Accendere il desiderio”, il desiderio erotico del sapere “come condizione di ogni possibile sapere”. Il modello è ancora quello socratico, spesso illustrato attraverso la lettura elaborata da Lacan. In che consiste allora la necessità di leggere questo prezioso saggio, soprattutto per gli insegnanti ma anche per i genitori e chiunque si rapporti ai giovani? Nel fatto che dà finalmente voce in maniera organica e organizzata a moltissime problematiche che in tanti conosciamo bene e siamo incapaci di teorizzare per ricavarne un insegnamento strutturato. Vi scoprirete a sottolineare a matita righe su righe, soprattutto della prima parte, e ad esclamare spesso “Ma è vero!”o “Finalmente qualcuno che lo dice a chiare lettere!” Segue una parte centrale che riflette sulla figura dell’insegnante e una finale autobiografica, particolarmente gradevole. Attenzione però, la prosa è abbastanza complessa e la lettura richiede un certo grado di attenzione; che Recalcati sia un lacaniano è evidente e se il saggio non può dirsi da addetto ai lavori è ricco di citazioni e riferimenti  a testi di psicanalisi, oltre che a passi di classici e delle Scritture interpretati a sostegno delle tesi elaborate. Resta una lettura interessantissima, davvero raccomandata un po’ a tutti, imperdibile per gli insegnanti, ma decisamente illuminante per i genitori. Solo quelli disposti, però, a mettersi intelligentemente  in discussione.

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER